Metodo Stamina, malati ancora in piazza. Il Prefetto incontra Vannoni

Attimi di tensione a Montecitorio, con sangue sulle fotografie del Ministro della Salute, del premier e del Presidente della Repubblica

Metodo Stamina

La prima volta che ve ne abbiamo parlato era luglio, il sole splendeva su Roma e faceva caldo. Oggi un vento freddo lambisce i sampietrini della capitale, ma a piazza Montecitorio la situazione non è cambiata: i manifestanti che appoggiano il metodo Stamina, in diversi casi chiedendo anche l'accesso alle cure, sono ancora lì, ad aspettare che qualcuno accolga le loro richieste o che quantomeno si degni di ascoltarli in prima persona.

Ieri la giornata è stata intensa. La protesta organizzata dal Movimento Vite Sospese si è svolta in modo pacifico, anche se non sono mancate le voci di cariche da parte della polizia, in realtà smentite da uno dei manifestanti, che ha raccontato:

Non abbiamo subito nessuna carica da parte della Polizia qui a Piazza Venezia.

C'è solo stato un momento di tensione quando un poliziotto ha strappato di mano a uno di noi uno striscione.

La Questura ha confermato che tutto si è svolto senza problemi, facendo sapere che

non c'è stato nessun contatto fisico con i disabili e nessuna carica. I manifestanti sono stati invitati a liberare la strada.

Durante la mattinata alcuni malati hanno voluto effettuare un gesto dimostrativo sporcando con il loro sangue le fotografie del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, del premier Enrico Letta e del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Nel pomeriggio alcuni manifestanti avrebbero sfondato il cordone di sicurezza, guadagnando qualche metro verso l'ingresso di Montecitorio, senza però nessuna conseguenza. Una ragazza, colta da malore, è stata soccorsa dagli operatori del 118. Unica azione degna di nota è il blocco del traffico con deviazione degli autobus Atac in seguito allo spostamento di alcuni manifestanti verso largo Chigi, piazza Venezia, via del Tritone e all'altezza del Traforo.

L'unica forza utilizzata, insomma, è stata quella delle parole riportate sugli striscioni dei manifestanti. "Siamo vite a tempo, lasciateci curare". "Sì a Stamina". Tutti slogan molto duri diretti soprattutto contro il Ministro della Salute e il Presidente del Consiglio. Nessuno dei due ha però parlato di persona con i manifestanti. Solo il ministro Lorenzin è intervenuto sul caso in serata, da Trieste.

Sono molto vicina a tutti i malati e alle persone che anche oggi in preda a un dramma personale sono andate in piazza. Non credo che le piazze siano un posto giusto per i malati. I posti giusti sono gli ospedali, le famiglie con una struttura territoriale che li possa accudire

ha dichiarato Lorenzin, chiedendo a Davide Vannoni, presidente di Stamina Foundation, di “rendere pubblico” il metodo utilizzato, “per un atto di chiarezza”.

Noi non dobbiamo fare marketing su questa vicenda

ha aggiunto il ministro

ma fare chiarezza scientifica, dare risposte a persone che stanno male.

In piazza c'era anche lui, Vannoni, che ha incontrato il prefetto insieme ad alcuni malati.

Abbiamo chiesto due cose: lo sblocco delle liste di attesa a Brescia e, parallelamente, una interpretazione coerente con lo spirito con cui e' stata scritta la legge Turco-Fazio, che permetta le terapie compassionevoli negli ospedali italiani

ha raccontato uscendo dalla Prefettura.

Di sperimentazione non abbiamo parlato, anche perché a quello ci penserà il Tar. Per la prima volta abbiamo incontrato una persona sicuramente aperta a questo tipo di discorso. Una persona che, ovviamente, si fa portatrice di una scelta che è politica. Certamente non potrà decidere lui ma si fa portatore delle nostre richieste. Ci auguriamo che sia stato indicato come una sorta di mediatore fra le istanze di Stamina e il governo.

Si è impegnato a chiamarmi questa sera e mi ha detto che avrebbe portato le nostre istanze a palazzo Chigi, dandoci una risposta.

Vannoni ha anche commentato la presa di posizione di Camillo Ricordi, che nei giorni scorsi ha comunicato la sua disponibilità a valutare le cellule ottenute con i protocolli del metodo Stamina.

Il ministro Lorenzin ha bloccato la sperimentazione, ha scelto di non voler conoscere, per questo ci fa piacere incontrare scienziati curiosi come il professor Camillo Ricordi, che non sono pro-Stamina ma vogliono saperne di più.

Il presidio davanti a Montecitorio potrebbe essere mantenuto ancora a lungo.

E' stato compiuto un atto forte da parte dei malati

ha dichiarato a tal proposito Vannoni.

E' un atto che non può essere buttato via prima di aver avuto almeno una risposta.

Via | Agi; Ansa; Adnkronos

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