Il sushi è pericoloso? Il mercurio aumenta i rischi per il cuore

Alcuni pesci possono accumulare livelli pericolosi di metilmercurio. Per questo il consumo regolare di sushi potrebbe mettere a rischio la salute

Sushi mercurio

Quella per il sushi e il sashimi è, per alcuni, una vera e propria passione. Come ormai tutti sappiamo si tratta, però, di pesce crudo che porta con sé tutti i rischi del consumo di cibo non cotto. E' proprio su questo aspetto che si è spesso focalizzato il dibattito sulla sicurezza dei piatti tipici della cucina giapponese, che se non conservato o trattato opportunamente potrebbe essere portatore di parassiti e batteri pericolosi per la salute. Il problema potrebbe però essere anche un altro: il mercurio presente all'interno del pesce. A riportare l'attenzione su questo dettaglio è uno studio della Rutgers University (Stati Uniti) pubblicato sul Journal of Risk Research, secondo cui i consumatori regolari di sushi corrono un rischio più elevato rispetto alla media di sviluppare malattie al cuore proprio a causa del metilmercurio accumulato nel pesce.

In questo caso il problema non riguarda ciò che succede nelle cucine dei ristoranti giapponesi, ma i livelli di mercurio accumulati dal pesce prima di essere pescato. Misurando i suoi livelli in campioni di sushi provenienti da diverse zone degli Stati Uniti gli autori della ricerca hanno infatti confermato, come già sottolineato in passato all'interno del dibattito sull'argomento, che sono i grossi tonni a contenerne le quantità maggiori. Pesci così grandi hanno infatti molto più tempo di accumulare mercurio prima di essere pescati. Altre specie, come il salmone e l'anguilla, ne contengono invece quantità inferiori.

Purtroppo, gli scienziati hanno anche scoperto che il 10% dei consumatori di sushi coinvolti nei loro studi - quelli che ne mangiano le quantità maggiori - superano i livelli massimi di metilmercurio indicati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Un problema non indifferente se si considera che l'accumulo di questa molecola può causare problemi non solo al cuore, ma anche allo sviluppo del sistema nervoso e ridurre le capacità cognitive.

Non solo, secondo gli esperti il metilmercurio può anche contrastare gli effetti positivi degli omega 3, acidi grassi amici della salute di cui il pesce grasso è naturalmente ricco, noti per la loro capacità di ridurre i livelli di colesterolo e il rischio di gravi patologie, cancro incluso.

Per questo i ricercatori ribadiscono i consigli degli esperti sul consumo di pesce crudo, inclusi quelli che riguardano le donne incinte. Il metilmercurio può infatti passare dalla madre al bambino. Per ridurre i rischi è bene ridurre, durante la gravidanza, il consumo di pesce, sia crudo che cotto, che potrebbe essere più ricco di mercurio. Gli esperti raccomandano di evitare lo squalo, il marlin e il pesce spada e di limitare il tonno ad un massimo di due porzioni a settimana. In questo modo si riduce il rischio di danneggiare il sistema nervoso del piccolo.

Via | Daily Mail
Foto | da Flickr di adactio

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