Cos'è il carcinoma basocellulare, il tumore alla pelle che ha colpito Hugh Jackman

L'attore ne ha dato annuncio su Instagram. E raccomanda. "Non siate incoscienti. Usate la protezione solare"

carcinoma basocellulare hugh jackman

Da circa 24 ore c'è un tumore che fa particolarmente parlare di sé sui social network: si tratta del carcinoma basocellulare, riportato alla ribalta delle cronache da Hugh Jackman, attore noto soprattutto per aver interpretato il ruolo di Wolverine nella serie X-Men.

Postando su Instagram una sua fotografia con il naso bendato, Jackman ha comunicato ai fan di aver scoperto di avere a che fare con questo tumore dopo essere stato esortato dalla moglie a far controllare una strana macchia che aveva proprio sul naso. Da qui l'esortazione a non sottovalutare il problema:

Per favore non siate incoscienti come me

ha scritto l'attore

Fate i controlli. E USATE la protezione solare!!!

Scopriamo insieme in cosa consiste la patologia con cui ha a che fare Jackman.

Il tumore alla pelle più comune

Il carcinoma basocellulare è la forma di tumore della pelle più diffusa. A causarlo è la proliferazione delle cellule basali che si trovano nello strato più profondo dell'epidermide, che può essere scatenata dall'esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti.

Questo tipo di tumore è più frequente fra gli uomini. In generale ad essere più a rischio sono le persone con carnagione chiara, capelli rossi o biondi e occhi azzurri, verdi o grigi e l'incidenza aumenta con l'aumentare dell'età.

La comparsa di metastasi è un evento piuttosto raro. Non solo, se diagnosticati e trattati precocemente la percentuale di guarigione è quasi del 100% e l'intervento di rimozione non lascia grandi segni. Le forme che tendono più spesso a dare recidive sono quelle che colpiscono il cuoio capelluto e il naso, che possono ricomparire entro 2 anni dall'intervento.

Come riconoscere un carcinoma basocellulare

In genere il carcinoma basocellulare ha almeno due delle seguenti caratteristiche:


  • è una ferita aperta che sanguina o diventa crostosa senza però rimarginarsi e rimanendo aperta per 3 o più settimane;
  • si presenta come una macchia rossastra, a volte dolorante o pruriginosa, altre volte senza nessun particolare sintomo associato;
  • è in rilievo rispetto alla pelle e ha il bordo leggermente rigonfio e rotondo, mentre al centro presenta una rientranza coperta da una crosta. Se si allarga sulla sua superficie possono comparire dei vasi sanguigni;
  • è una protuberanza lucida o perlacea tendente al rosa, al rosso o al bianco, ma anche marrone o nera;
  • è simile a una cicatrice bianca o gialla con bordi poco definiti.

Non bisogna però cadere nell'errore dell'autodiagnosi: in presenza di una macchia sospetta è indispensabile rivolgersi ad un medico esperto, l'unico in grado di escludere che si tratti di un tumore.

I trattamenti

Una volta che la diagnosi di carcinoma basocellulare è stata confermata con una biopsia è possibile sottoporsi a diversi tipi di trattamento. La scelta dipenderà dal tipo di tumore, dalle sue dimensioni, dalla sua posizione e da quanto è penetrato nei tessuti. Non solo, nella scelta tra un'opzione terapeutica e l'altra entrano in gioco anche l'età del paziente, le sue condizioni di salute e la cicatrice che può essere lasciata dall'intervento.

Per lesioni di piccole dimensioni possono essere sufficienti un curettage (un raschiamento con un apposito strumento) seguito da un'elettroessicazione, che lasciano una cicatrice tondeggiante biancastra. Altre opzioni sono la chirurgia micrografica di Mohs, ideale per le recidive e per il trattamento di zone critiche come il naso o le labbra, l'escissione chirurgica, la radioterapia, scelta quando la rimozione chirugica è sconsigliata, la crioterapia, che però ha una percentuale di guarigione inferiore e la terapia con creme, gel e soluzioni, che però non permettono di sapere se il tumore è stato rimosso completamente.

Le nuove frontiere della terapia del carcinoma basocellulare vedono invece i farmaci come protagonisti. In particolare, per forme metastatiche o altamente invasive è disponibile il vismodegib, che è però controindicato nelle donne incinte o in età fertile.

Via | Instagram; Skin Cancer Foundation

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