Quattordicenne muore per un assorbente interno: è sindrome da shock tossico

La ragazza aveva seguito tutte le istruzioni per l'uso, ma i medici non hanno riconosciuto subito i sintomi della grave infezione

sindrome da shock tossico

Morire per colpa di un assorbente interno: è successo nel Galles a una ragazza di 14 anni, Natasha Scott-Falber, che alla sua prima esperienza con i tamponi ha scoperto di soffrire di sindrome da shock tossico, una reazione che, seppure estremamente rara, dovrebbe essere ben nota alle utilizzatrice di questi assorbenti igienici. Sulle istruzioni per l'uso contenute nelle confezioni è infatti riportato il rischio di avere a che fare con questa grave infezione, anche se le cause dell'associazione con i tamponi ad uso interno non sono ancora state chiarite.

In effetti la ragazza aveva seguito tutte le istruzioni per un uso corretto e, come ha precisato la famiglia, è stata la semplice introduzione dell'assorbente a scatenare la serie di eventi che ha portato al suo decesso. Inizialmente i sintomi rilevati dai medici sono stati interpretati come i segni di un'infezione da norovirus, un microbo molto contagioso che si può trasmettere da persona a persona oppure attraverso cibo, acqua o superfici contaminate. Il decesso era stato poi attribuito alla setticemia, la grave infezione scatenata dalla proliferazione di batteri nel sangue. Tuttavia, lo scorso venerdì l'autopsia ha svelato che ad essere stata fatale per la ragazza è stata proprio la sindrome da shock tossico.

Di cosa si tratta

La sindrome da shock tossico è un'infezione causata dall'ingresso nel sangue dello Staphylococcus aureus o di streptococchi, batteri normalmente innocui che possono rimanere sulla pelle senza minacciare la salute dell'organismo.

I suoi sintomi variano dalla comparsa improvvisa di febbre alta a vomito, diarrea, eruzioni cutanee, vertigini, dolori muscolari e svenimenti. Fortunatamente, se diagnosticata in tempo è curabile. Per questo se l'utilizzo di un assorbente interno è associata a questi sintomi è bene rimuoverlo e rivolgersi tempestivamente ad un medico, facendo presente di aver utilizzato un tampone. Se, invece, si è sofferto di sindrome da shock tossico in passato è indispensabile chiedere consiglio al medico prima di utilizzare gli assorbenti interni.

Anche se è stata storicamente associata all'uso degli assorbenti interni e alle spugne contraccettive, questa grave sindrome può colpire anche donne in età non fertile, uomini e bambini. Nel caso dei tamponi l'ipotesi è che ad entrare in gioco sia anche la quantità di sangue mestruale che può essere trattenuta dall'assorbente. Per questo si consiglia di utilizzare i tamponi con la minore assorbenza necessaria, di cambiarli di frequente (ogni 4-8 ore) e di alternarli, almeno una volta al giorno e per qualche ora, all'uso di un assorbente esterno.

Via | Medical Daily
Foto | da Flickr di Roebot

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