Non si è mai troppo vecchi per un cervello giovane

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Un cervello sano, reattivo ed in forma: si può fare adottando uno stile di vita stimolante, un'alimentazione sana e curando sia la forma fisica che quella mentale, ne parlavamo qui, riportandovi i consigli del dottor Wesson Ashford, senior editor del Journal of Alzheimer’s Disease, ideatore del MemTrax, un noto test di screening per la memoria.

Torniamo a parlare di invecchiamento cerebrale perché un recente studio, pubblicato sulla rivista Trends in Cognitive Sciences, ha scoperto che a contare per un cervello giovane non è solo quello che abbiamo fatto nel corso della nostra vita adulta: dallo studio al lavoro all'attività fisica alla vita sociale più o meno attiva.

Secondo i ricercatori ci sono infatti speranze per un lifting al cervello (migliorare la memoria, restare lucidi) anche per chi interviene dopo i 60 anni, età in cui il declino cognitivo inizia a farsi sentire con più aggressività. A contare infatti, non è tanto quanto fatto prima (anche se incide) né tantomeno l'invecchiamento cerebrale è del tutto inevitabile, legato ai cambiamenti generati dal tempo che passa inesorabile.

Questo, infatti, non spiegherebbe come mai alcuni anziani appaiono lucidissimi anche a 90 anni. Il segreto dell'eterna giovinezza mentale, secondo l'autore Lars Nyberg, docente di neuroscienze alla Umeå University, è nel mantenersi attivi, sia socialmente che fisicamente, quando si entra nella terza età. Bisogna infatti agire con più determinazione contro il declino cognitivo quando inizia a manifestarsi.

Questo non significa che prima di allora si deve trascurare la salute cerebrale e non agire per prevenire il declino cognitivo. Semplicemente che non è mai troppo tardi per contrastare l'invecchiamento del cervello e che contro i danni del tempo possiamo fare molto agendo quando la memoria inizia a perdere colpi con gli stimoli giusti, vita sociale attiva in special modo.

Via | Alpha Galileo
Foto | Flickr

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