La mente, il fascino inesplorato del terzo occhio

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Tempo fa un conoscente mi raccontò un episodio piuttosto buffo (dipende dai punti di vista): si era imbattuto in un grosso toro, mentre usciva in auto da un'area di servizio. Il toro gli veniva incontro, era ben visibile, ma lui se ne accorse solo all'ultimo momento. E non perché fosse distratto. Il toro in realtà era nel suo campo visivo, eppure non lo ha visto o meglio, dovremmo dire, non lo ha notato. Episodi simili sono piuttosto ricorrenti.

Perché a volte non notiamo le cose più insolite che ci accadono intorno? Proprio perché sono così strane non dovremmo percepirle più in fretta? Potremmo spiegarlo osservando cosa avviene nel test del gorilla, ideato nel '99 dallo psicologo americano Daniel J. Simsons, l'esperimento ad oggi più accreditato per spiegare come opera la nostra percezione visiva. Ad un gruppo di studenti viene chiesto di contare i passaggi della palla tra due squadre protagoniste di un filmato. Mentre sono impegnati a contare, sullo sfondo passa un gorilla. Ma nessuno lo nota. Come può un gorilla passare inosservato? Per il principio di attenzione selettiva. La nostra mente prende in considerazione, nel campo visivo, gli elementi che le interessano, è parzialmente cieca, in special modo quando è assorta in altro.

Per quanto riguarda gli elementi insoliti in un certo contesto c'è anche un'altra spiegazione: non li vediamo perché la nostra mente pensa che non dovrebbero essere lì. Una sorta di cecità mentale temporanea. Questo vale anche per i suoni. Immersi nel traffico, ad esempio, faremo fatica a riconoscere il canto di un grillo perché ce lo aspettiamo in aperta campagna ma non tra lo strombazzare di un clacson ed un semaforo.

Nancy Darling, docente di psicologia all'Oberlin College, dalle pagine di Psychology Today fa notare che l'eccesso di attenzione selettiva può renderci insensibili persino alla bellezza che ci circonda e che non siamo più abituati a riconoscere, presi dalla monotonia della routine quotidiana e dall'ansia di arrivare, senza prestare attenzione al percorso.

Tempo fa Joshua Bell, uno dei più grandi violinisti al mondo, nell'ambito di un esperimento sulla percezione della bellezza, suonò per 45 minuti in una stazione della metropolitana, a Washington DC. Nessuno si aspettava la bellezza in un posto simile. Nessuno si accorse di lui, ad eccezione dei bambini subito strattonati dai genitori, presi dalla fretta. La domanda é:

Se non abbiamo un momento per fermarci ed ascoltare uno dei migliori musicisti al mondo suonare la miglior musica mai scritta, quante altre cose ci stiamo perdendo?

La Darling ci consiglia dunque di prestare maggiore attenzione a quello che ci circonda per rendere la vita più ricca ed emozionante ed allenare il terzo occhio, l'unico che può spalancarci un mondo infinitamente più stimolante: la mente.

Foto | Flickr

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