Broccoli contro il cancro, attenzione alla cottura

Solo cucinandoli al vapore per pochi minuti questi ortaggi sono una fonte di sulforafano dalle proprietà antitumorali. Ecco perché

broccoli sulforafano cottura

Qual è il miglior metodo di cottura per preservare le proprietà salutari del cibo? Nel caso del pomodoro quella in padella, con un filo di olio extravergine d'oliva, che permette di sfruttare la massimo il licopene presente all'interno. Nel caso dell'aglio, invece, aspettare 10-15 minuti prima di cucinare lo spicchio tagliato permette la conversione del suo principio inattivo nell'allicina, la vera molecola preziosa per la salute. In quello dei broccoli, invece, è meglio tenerli il più possibile lontano dai fornelli.

Uno studio presentato alla conferenza annuale dell'American Institute for Cancer Research ha infatti dimostrato che la bollitura, così come anche la cottura al microonde, inattiva la mirosinasi, enzima necessario per la formazione del loro ingrediente che protegge dal cancro, il sulforafano. La scelta migliore quando non si vuole mangiare questi ortaggi crudi è preparali al vapore, senza però far proseguire la cottura per più di 5 minuti. Il tempo di preparazione ideale è quello sufficiente per far assumere ai broccoli un colore verde brillante. Dopodiché è meglio passare direttamente al consumo senza indugiare ulteriormente nella cottura.

Chi li ama bolliti ha però un'alternativa. Elizabeth Jeffery, ricercatrice dell'Università dell'Illinois di Urbana-Champaign, ha infatti illustrato anche i risultati di uno studio che ha dimostrato che se consumati in abbinamento ad altre fonti di mirosinasi anche i broccoli bolliti possono fornire il sulforafano che protegge l'organismo dal cancro.

Jeffery ha fatto assumere agli individui coinvolti nelle sue ricerche un integratore a base di estratto di broccoli privo di qualsiasi forma attiva di mirosinasi. Quando l'assunzione è stata abbinata al consumo di cibi contenenti l'enzima i livelli di sulforafano nel sangue e nelle urine dei partecipanti sono risultati superiori rispetto a quelli rilevati nei campioni prelevati dagli individui che avevano assunto solo l'integratore.

Senape, radicchio, rucola, wasabi e altri vegetali non cotti appartenenti alle crucifere, come l'insalata di cavolo, contengono tutti mirosinasi

ha spiegato la ricercatrice

e abbiamo visto che ciò può ripristinare la formazione del sulforafano.

Via | Daily Mail

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