Sigarette elettroniche, sì all'uso nei luoghi pubblici

Le e-cig restano bandite nelle scuole, ma potranno essere utilizzate in tutti gli altri luoghi. Ecco le reazioni all'emendamento che lo stabilisce

tassa sigarette elettroniche

Niente più divieti per le sigarette elettroniche nei luoghi pubblici. A stabilirlo è un emendamento presentato dal presidente della commissione Cultura della Camera, Giancarlo Galan, che elimina l'ultima parte del comma 10-bis dell'articolo 51 della Legge Sirchia del 2003, recepita dal decreto Iva-Lavoro.

L'introduzione della Legge Sirchia avrebbe fatto sì che tutte le norme in materia di tutela della salute dei non fumatori che regolano l'uso delle sigarette tradizionali venissero applicate anche alle e-cig. Ora, invece, la sigaretta elettronica potrà essere utilizzata anche negli uffici, nei cinema, sui mezzi trasporto e in tutti gli altri luoghi pubblici, fatta eccezione per le scuole, dove il divieto varrà sia per gli studenti, sia per il personale scolastico.

La decisione ha già scatenato le prime discussioni fra due fazioni contrapposte. Da un lato c'è il Codacons, contrario all'assenza totale di divieti per le e-cig nei luoghi pubblici. Dall'altro, i produttori sembrano almeno in parte soddisfatti.

La modifica della norma che estendeva la legge Sirchia e il divieto di pubblicità previsti per le sigarette tradizionali anche alle sigarette elettroniche era assolutamente doverosa, in quanto certi divieti assoluti erano unici in Europa e anche dannosi

ha dichiarato Massimiliano Mancini, presidente di Anafe-Confindustria.

A questo punto auspichiamo come prossimo passo l'avvio di un dibattito parlamentare che riveda l'assurda tassazione che dovrebbe entrare in vigore l'1 gennaio prossimo e che porti finalmente a regole certe per un settore che è diventato un eccellenza a livello europeo.

Da parte sua Galan ha precisato che dietro al suo emendamento non si nasconde nessun giudizio medico-scientifico sulle sigarette elettroniche, pur dimostrando di essere a conoscenza delle posizioni a favore delle e-cig recentemente assunte da Umberto Veronesi.

Ho solo ritenuto importante dare un contributo, in termini legislativi, da convinto liberale quale sono, ad un nuovo modo di fare impresa, subito pesantemente tassato, senza gravarlo con una regolamentazione ostruzionistica

ha spiegato Galan.

Posizioni contro

La ratio del divieto continua a persistere, per cui ci mobiliteremo per protestare contro questo provvedimento

ha commentato Giacomo Mangiaracina, presidente dell'Agenzia Nazionale per la Prevenzione e direttore dell'unita' di tabaccologia dell'Università "La Sapienza" di Roma.

Lo stesso Girolamo Sirchia si è dichiarato molto sorpreso dall'emendamento, definendolo

un cattivo provvedimento, non certo mirato alla salute pubblica, anche nella parte che riguarda la liberalizzazione della pubblicità. Non è certo una immagine edificante quella di una persona che fuma, anche se si tratta di una sigaretta finta.

Il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che è riuscita a introdurre il divieto di utilizzo delle e-cig nelle scuole, è parso solo in parte soddisfatto.

Noi come ministero della Salute i paletti li avevamo messi, e non sono stati inficiati quelli che erano gli aspetti legati alla salute pubblica che noi avevano posto

ha dichiarato il ministro qualche giorno fa.

Ora comunque bisognerà anche vedere cosa succederà in Europa, ma noi abbiamo fatto una grande battaglia per evitare che le sigarette elettroniche venissero equiparate ai farmaci. Questa battaglia adesso e' al parlamento europeo.

Via | Agi; Ansa

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • +1
  • Mail