Vita post-coma, Alda D'Eusanio shock: morire è meglio di vivere dopo il risveglio

Le dichiarazioni inopportune della conduttrice durante una puntata de "La vita in diretta" hanno richiesto l'intervento del presidente Rai

max tresoldi coma alda d'eusanio

“Quella non è vita”. A decretarlo è Alda D'Eusanio durante una puntata de “La vita in diretta” riferendosi a Massimiliano Tresoldi, ospite in collegamento con la trasmissione insieme alla sua famiglia, che si prende cura di lui da quando, il 15 agosto 1991, è caduto in coma in seguito ad un incidente stradale. Risvegliatosi dopo 10 anni, Max racconta che per tutti quei mesi, anche quando i medici lo avevano ormai definito un “tronco morto”, in realtà ha sentito e capito tutto ciò che gli stava succedendo intorno.

Nei giorni scorsi, dopo l'inopportuna frase della D'Eusanio, la famiglia Tresoldi ha ricevuto le scuse personali da parte di Annamaria Tarantola, presidente Rai. La vicenda ha però fatto in tempo a suscitare il clamore mediatico, anch'essa reduce da un coma causato da un incidente stradale, soprattutto perché la D'Eusanio non ha esitato a criticare apertamente la scelta dei genitori del ragazzo al termine di un servizio sulla dura vita condotta oggi dalla sua famiglia di Max per garantirgli cure e supporto adeguati.

Rivolgo un appello pubblico a mia madre

ha detto la D'Eusanio.

Se dovesse accadermi quello che è accaduto a Max, ti prego non fare come sua mamma. Quella non è vita.

Scusate, dirò una cosa controproducente, ma tornare in vita senza poter più essere libero, indipendente, soffrire, avere quello sguardo vuoto… No, mi dispiace. Quando Dio chiama, l’uomo deve andare.

Paola Perego e Franco Di Mare, conduttori del programma, hanno preso le distanze dalle dichiarazioni della D'Eusanio e anche gli autori hanno chiamato la famiglia subito dopo la trasmissione per scusarsi. Per la mamma di Max, la signora Lucrezia Povia, queste scuse non sono state sufficienti a stemperare l'amarezza lasciata dalle parole della D'Eusanio.

Noi siamo un esempio per tutti i genitori che vivono una situazione simile alla nostra

ha spiegato la donna al Fatto Quotidiano

e mai ci saremmo aspettati che un programma del servizio pubblico potesse umiliarci in questo modo. Cosa è diventata la Rai? A che titolo ha parlato quella signora? Oltre al danno, anche la beffa. Dei venti minuti promessi, dieci sono stati dedicati a esperienze parasensoriali di presunte visioni del paradiso e di viaggi ai confini della vita. A noi, invece, sono rimaste le briciole.

Oggi la signora Lucrezia sarà nuovamente ospite del programma, durante il quale non si esclude un intervento in diretta del presidente Rai.

La storia di Max: lo stato vegetativo e la nuova vita

Massimiliano Tresoldi è entrato in coma il 15 agosto 1991 in seguito ad un incidente. I medici di due diversi ospedali sostengono che non c'è nulla da fare e che mantenerlo in vita è uno spreco di risorse, ma i genitori non si arrendono. La madre lo salva in diverse occasioni, come quando rischia di rimanere soffocato dal sondino che gli si è accartocciato in gola. La decisione sembra inevitabile: la donna, mentendo ai medici sulle sue disponibilità economiche, decide di riportare il figlio a casa e di prendersene cura.

Lo portai via con 40 di febbre, piaghe da decubito, accartocciato come una Pietà

ha raccontato la donna, che durante gli anni successivi si appoggia all'aiuto di amici e familiari.

Ogni tanto Max dà piccoli indizi del suo stato di coscienza, ma i dottori non credono ai racconti di chi gli sta accanto. La sera di natale del 2000 il ragazzo fa però qualcosa in più: alza il braccio dal letto e fa il segno della croce. Da quel giorno racconta a tutti, rivolgendosi soprattutto a chi non credeva a suoi genitori:

La mia mamma ha sudato. Dovete credere a me e alla mia mamma che ha sudato.

Via | Il Fatto Quotidiano Tv; Tempi
Foto | Tvblog

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