Influenza: già 57 mila casi in Italia, al via la campagna vaccinale

Il virus si sta comportando come negli anni passati. Ecco a chi è consigliato il vaccino

influenza prevenzione

Anche quest'anno l'influenza ha iniziato puntuale a compromettere la salute della popolazione italiana. A svelarlo è il primo rapporto InfluNet, che, spiega il Ministero della Salute, “mostra un andamento della curva epidemica a livello iniziale, simile a quella degli anni precedenti”. I dati, elaborati dal Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità, riguardano la 43ma settimana del 2013, quella compresa tra il 21 e il 27 ottobre 2013, fanno stimare circa 31 mila casi, per un totale di 57 mila italiani colpiti dal virus dall'inizio della sorveglianza, risalente al 14 di ottobre.

Cosa fare per non essere le prossime vittime del microbo? Gli esperti ricordano che la prima arma per difendersi dall'infezione è l'adozione di corretti comportamenti igienico-sanitari: lavarsi bene le mani, coprire bocca e naso quando si starnutisce o si tossisce e usare preferibilmente fazzoletti di carta. Infatti il virus si trasmette soprattutto attraverso l'aria in cui sono presenti le goccioline di saliva emesse con tosse e starnuti. Non è però da escludere che anche le mani contaminate dalle stesse goccioline e da secrezioni respiratorie diventino un veicolo per la trasmissione del microbo.

Per proteggersi ulteriormente è poi possibile sottoporsi al vaccino anti-influenzale, consigliato soprattutto a partire dai 65 anni di età, a chi soffre di malattie respiratorie croniche, dell'apparato cardiovascolare o di insufficienza renale cronica. Inoltre la vaccinazione è consigliata ai medici e agli altri operatori sanitari, che oltre a poter entrare più facilmente in contatto con il virus rischiano anche di trasmetterlo ai pazienti.

Il clima e l'esperienza degli anni passati fanno sì che il periodo migliore per ricevere il vaccino è compreso tra metà ottobre e fine dicembre. In alcune regioni, come in Piemonte, in Friuli, in Liguria e nel Lazio, la campagna vaccinale è già iniziata. In altre (Veneto, Toscana, provincia di Trento) si partirà la prossima settimana o poco più tardi (in Abruzzo l'11 novembre).

Non mancano, però, i problemi. A La Spezia i medici di base hanno annunciato che somministreranno il vaccino solo ai casi più gravi, quelli dei pazienti che non possono muoversi da casa. Alla base di questa situazione c'è la mancata rassicurazione da parte dell'Asl 5 sulla copertura assicurativa in caso di reazioni avverse ai vaccini, un problema che si ripete per il secondo anno di fila esponendo, sostengono i medici, i liberi professionisti che lavorano in regime di convenzione alle conseguenze dell'assenza di un'adeguata garanzia. In questo panorama si prevede l'affollamento delle strutture pubbliche e delle farmacie in cui i cittadini acquisteranno i vaccini.

Via | Ministero della Salute; Humanitas Salute; Ansa; La Nazione

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