Tecnodipendenza, calcola il tuo e-peso e mettiti a dieta digitale

dieta digitale

Vi capita mai di disconnettervi per qualche ora e di avere fame di social network, mail e chat? Le vacanze sono una buona occasione per testare la nostra e-dipendenza e liberarci dal tecnostress. Se ormai facciamo il check-in persino a casa nostra, è tempo di farci qualche domanda.

Per la precisione, cinque domande. Quelle che pone Daniel Sieberg in The Digital Diet: The 4-step plan to break your tech addiction and regain balance in your life.

Acerrimo nemico del tanto osannato multitasking, cui nostro malgrado ci costringono le decine di applicazioni e finestre aperte, Sieberg ci mette davanti al nostro e-peso. E c'è da scommetterci che abbiamo tutti qualche chilo in più. Provate a rispondere, con sincerità, ai cinque punti del test seguente.


  1. Controllate mai il cellulare, anche se non sta squillando, mentre qualcuno vi sta parlando?

  2. Inviate e-mail o sms mentre vostro figlio, un amico o il partner vi espongono un problema, vi raccontano della loro giornata lavorativa piuttosto che di come è andata a scuola?

  3. Avete un rapporto ossessivo con Facebook? Sentite il bisogno di aggiornare continuamente lo status, al punto che se non postate foto e video di una festa o di un altro evento e non aggiornate la vostra posizione, provate la strana sensazione di non esserci mai stati. Vivere un momento, insomma, equivale necessariamente a far sapere di averlo vissuto. Idem per il divertimento.

  4. Lo smartphone che lampeggia ed i vari segnali di notifica vi mettono ansia? Non siete tranquilli finché non avete controllato di che si tratta?

  5. Vi capita spesso di trascorrere del tempo con un amico, un familiare o il partner, assorti ciascuno nel proprio smartphone o tablet e senza proferire parola per ore?

La brutta notizia è che è sufficiente aver risposto anche solo ad una di queste domande per essere e-sovrappeso. La dieta digitale proposta da Sieberg prevede un periodo di disintossicazione graduale. Si parte con un fine settimana con tutti i dispositivi spenti e si arriva fino ad una settimana intera completamente offline (lavoro permettendo, magari in vacanza).

Sieberg ci consiglia di annotare i cibi di cui andiamo più ghiotti in base al numero di ore che gli dedichiamo. C'è chi trascorre più ore su Facebook, chi immerso nei giochi online, chi in chat. Insomma, un po' come per le intolleranze alimentari, dobbiamo sapere qual è il dispositivo, il social network piuttosto che la piattaforma che ci ruba troppo tempo per diminuirne l'uso. Escludendo le ore lavorative, la nostra razione quotidiana, dopo la fine del digiuno settimanale, non dovrebbe superare un'ora. Decisamente troppo a stecchetto. E poi come la mettiamo con gli attacchi di fame nervosa...? Sieberg, non rischieremo il denutrimento?

Foto | Flickr

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