Manna: non dal cielo, ma dai frassini

Con la parola manna le evocazioni bibliche sono automatiche e immediate. Si tratta però di qualcosa di diverso del celebre e non meglio identificato dono divino, ma ugualmente commestibile: è la linfa secreta dalla corteccia, opportunamente incisa, di una specie di frassino, il frassinus ornus, coltivato già dagli Arabi che lo portarono in Sicilia dov’è tuttora abbastanza diffuso nelle zone montagnose delle Madonie.

L’incisione della corteccia per la raccolta della manna è un’arte antica che appartiene al mannaruolu, detto anche 'ntaccaluoru (dal siciliano 'ntacca: incisione). La manna raccolta si lascia essiccare e si utilizza poi per preparazioni dolci ma anche come prodotto terapeutico per le sue proprietà lassative, calmanti ed espettoranti.

Il sapore è dolce e delicato, simile a quello dello zucchero glassato, con un lieve accenno agrumato. Nel periodo natalizio si utilizza anche per ricoprire i panettoni artigianali.

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