Metodo Stamina, approvata mozione per la prosecuzione delle terapie

Tutelare i medici che devono proseguire con le somministrazioni e nuovi chiarimenti da parte del Ministro della Salute: ecco le richieste del Consiglio Regionale della Lombardia. Che, però, non è l'unico a fare domande

stamina foundation

Dopo la bocciatura ricevuta da parte del Comitato scientifico nominato dal Ministero della Salute prima e del Ministro della Salute poi, quando si parla del metodo Stamina c'è una domanda che riecheggia su tutte: come stanno i pazienti che fino ad oggi hanno potuto sottoporsi alle terapie secondo il metodo di Davide Vannoni? E' vero, come afferma il ministro Beatrice Lorenzin, che non hanno riportato nessun miglioramento significativo dal punto di vista medico o hanno ragione Le Iene, che ancora ieri hanno mandato in onda un servizio sui miglioramenti della piccola Celeste Carrer?

Le risposte a queste domande potrebbero arrivare domani in mattinata. La Stamina Foundation ha infatti organizzato a Roma una conferenza stampa in cui verrano presentati i risultati ottenuti agli Spedali Civili di Brescia. Durante l'incontro, al quale interverranno anche Vannoni e il suo vice, il dottor Marino Andolina, dovrebbero anche essere chiarite le procedure di sicurezza del metodo e le modalità di monitoraggio dei risultati.

Nel frattempo il metodo continua a far parlare di sé. Ieri, infatti, il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato una mozione che impegna la giunta a chiedere al Governo di individuare delle soluzioni che tutelino i medici che, nonostante il ministero abbia bloccato la sperimentazione, si trovano a dover somministrare la terapia in seguito alle ordinanze emesse dalle autorità giudiziarie sul proseguimento dei trattamenti in corso. Non solo, la giunta si attiverà per individuare le modalità che permetteranno di adempiere alle disposizioni normative in tempi compatibili con le esigenze dei pazienti che devono completare le terapie e chiederà al ministero di pubblicare la documentazione bocciata dal comitato scientifico.

Nonostante la mozione sia stata approvata a maggioranza, le polemiche non sono mancate. Così mentre Mario Mantovani, assessore alla Salute, l'ha definita

un atto di buona politica, che fa sintesi tra le esigenze della comunità scientifica e le aspettative di speranza delle famiglie

per Umberto Ambrosoli, coordinatore del centrosinistra in Consiglio,

con questa mozione altro non si fa che aggiungere un ulteriore mattone al muro della confusione che caratterizza tutta la vicenda, muro contro cui si infrangono le disperate aspettative di chi è più debole e proprio per questo bisognoso di tutela, non di false speranze.

L’Aifa, il Centro nazionale trapianti e il Ministero della salute vanno tutti in un’unica, chiara direzione. Un’Assemblea regionale non può smentirla, rappresentando che sia consentito eseguire cure e trattamenti in assenza di qualsivoglia fondamento scientifico. Il diritto alla salute non può essere esercitato nell’arbitrio e disconoscendo le risultanze delle analisi e delle valutazioni fatte dagli enti preposti.

Le domande per Le Iene

Alle tante domande lasciate in sospeso o cui sono state date risposte giudicate non soddisfacenti dai pazienti e dall'opinione pubblica se ne aggiungono ora di nuove, questa volta indirizzate alla trasmissione televisiva Le Iene, che all'interno di questa vicenda ha e sta ancora giocando un ruolo di primo piano.

Alcuni giornalisti scientifici e blogger hanno infatti rilanciato le 10 domande de Le Iene alla redazione della trasmissione. Le riportiamo integralmente e rimaniamo in attesa di una risposta ad almeno di una delle tante domande rimaste ancora aperte oltre a queste.


  1. Perché voi delle Iene non spingete Davide Vannoni a rendere pubblico il metodo Stamina? Se è davvero così efficace, non pensa sia giusto dare la possibilità a tutti i medici e pazienti di adottarlo?
  2. Nei suoi servizi per "Le Iene" ci ha mostrato alcuni piccoli pazienti in cura con il metodo Stamina. Dopo otto mesi e quasi 20 puntate, perché non ha mai coinvolto le altre persone che Vannoni dice di aver curato negli ultimi anni, invitandole a mostrare i benefici del metodo Stamina?
  3. Perché non ha mai sentito la necessità di dare voce anche a quei genitori che, sebbene colpiti dalla stessa sofferenza, non richiedono il trattamento Stamina e anzi sono critici sulla sua adozione?
  4. Nel primo servizio su Stamina lei dice che Vannoni prova a curare con le staminali casi disperati "con un metodo messo a punto dal suo gruppo di ricerca". Di quale gruppo di ricerca parla? Di quale metodo?
  5. La Sma1 non sarebbe rientrata nella sperimentazione nemmeno se il Comitato l’avesse autorizzata, perché lo stesso Vannoni l’ha esclusa, ritenendola troppo difficile da valutare in un anno e mezzo di studi clinici. Come mai continua a utilizzare i bambini colpiti da questa patologia come bandiera per la conquista delle cure compassionevoli?
  6. Perché non ha approfondito la notizia delle indagini condotte dalla Procura di Torino su 12 indagati, tra cui alcuni medici e lo stesso Vannoni, per ipotesi di reato di somministrazione di farmaci imperfetti e pericolosi per la salute pubblica, truffa e associazione a delinquere?
  7. Perché non ha mai interpellato nemmeno uno dei pazienti elencati nelle indagini della Procura di Torino?
  8. Perché ha omesso ogni riferimento alle accuse di frode scientifica da parte della comunità scientifica a Vannoni, al dibattito attorno alle domande di brevetto e alle controversie che hanno portato a un ritardo nella consegna dei protocolli per la sperimentazione?
  9. In trasmissione lei fa riferimento alle cure compassionevoli, regolamentate dal Decreto Turco-Fazio. Perché non ha spiegato che il decreto prevede l'applicazione purché "siano disponibili dati scientifici, che ne giustifichino l'uso, pubblicati su accreditate riviste internazionali"?
  10. Se il metodo Stamina si dimostrasse inefficace, che cosa si sentirebbe di dire alle famiglie dei pazienti e all'opinione pubblica?

Via | Agi; Umberto Ambrosoli; Lombardia quotidiano; Linkiesta; Galileo

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