Capelli dalle staminali, dagli States arriva un nuovo metodo contro la calvizie

Promette di aiutare anche le donne e gli uomini giovani. Ecco in cosa consiste

calvizie capelli

Niente più trapianti di peli o trattamenti dalle promesse difficili da mantenere: oggi i ricercatori del Medical Center della Columbia University hanno scoperto un nuovo metodo per risolvere il problema della calvizie con le staminali. Un metodo che potrebbe aiutare anche le donne che hanno a che fare con una perdita massiccia di capelli, basato sulla stimolazione della crescita di veri e propri follicoli piliferi.

La notizia arriva dalle pagine di Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas), dove i ricercatori hanno pubblicato i risultati di esperimenti condotti sui topi utilizzando cellule umane prelevate dal derma papillare, lo strato più esterno del derma che si trova tra l'epidermide e la base dei peli.

Le cellule del derma papillare danno origine ai follicoli piliferi e il fatto di poter clonare i follicoli utilizzando cellule del derma papillare inducenti è noto da circa 40 anni

ha spiegato Colin Jahoda, coresponsabile dello studio.

Fino ad oggi però questa potenzialità ha trovato un limite nei metodi di coltivazione delle cellule in laboratorio, che fanno perdere al derma papillare la capacità di produrre i follicoli.

Il problema è stato eliminato osservando quello che succede nel caso dei peli dei roditori. Nel caso di questi animali il trapianto è facilitato dal fatto che le loro cellule del derma papillare tendono ad aggregarsi spontaneamente in strutture tridimensionali, un fenomeno che secondo i ricercatori genera i segnali necessari per la crescita di nuovi follicoli piliferi nella pelle in cui vengono trapiantate.

Modificando i protocolli di coltivazione delle cellule Jahoda e colleghi sono riusciti a ottenere delle papille tridimensionali da cellule umane prelevate da 7 donatori, le hanno trapiantate tra il derma e l'epidermide di un frammento di pelle umana che poi è stato innestato sulla schiena dei topi. In 5 casi su 7 è stato così possibile far crescere nuovi capelli.

Analisi del DNA hanno confermato che i nuovi follicoli che si sono formati originavano dalle cellule del donatore. Non solo, i ricercatori hanno verificato che all'interno delle strutture tridimensionali veniva espresso ben il 22% dei geni normalmente attivi nei follicoli piliferi.

E' meno di quanto ci aspettassimo

ha commentato Angela Christiano, coresponsabile della ricerca

ma è stato sufficiente a indurre la crescita di nuovi follicoli piliferi.

Fra i geni attivi ve ne sono infatti alcuni codificanti per fattori di trascrizione che riproducono i segnali che spingono le papille a indurre la crescita di nuovi capelli.

Un approccio rivoluzionario

Questo approccio potrebbe trasformare il trattamento medico della perdita dei capelli

ha sottolineato Christiano.

Gli attuali medicinali contro la perdita dei capelli mirano a rallentare la perdita dei follicoli piliferi o a stimolare la crescita dei capelli presenti, ma non creano nuovi follicoli. Non lo fanno nemmeno i tradizionali trapianti di capelli, che riposizionano un certo numero di capelli della parte posteriore della testa sulla parte anteriore.

Il nostro metodo, al contrario, può realmente far crescere nuovi follicoli utilizzando le cellule del paziente. Questo potrebbe estendere fortemente l'utilità della chirurgia ristorativa del capello alle donne e ai pazienti più giovani - ora è limitata al trattamento della calvizie maschile in pazienti in cui il problema si è stabilizzato.

Attualmente il 90% circa delle donne con problemi di perdita dei capelli non possono sottoporsi al trapianto perché non hanno abbastanza capelli per sottoporsi all'intervento.

Via | EurekAlert!
Foto | da Flickr di Photography by D Mesa

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