Cos'è la momordica, le proprietà e gli effetti collaterali

E' nota soprattutto per la cura e la prevenzione del diabete, ma è utile anche in altri casi. Scopriamo quali

momordica

La Momordica charantia è una pianta con un'antica tradizione medicinale. Da secoli è infatti utilizzata nella medicina indiana, cinese e africana soprattutto per prendersi cura dell'apparato digerente, ma la proprietà per cui oggi è più nota è la sua attività ipoglicemizzante.

Le parti più utilizzate sono i suoi frutti, conosciuti anche come cetrioli cinesi o meloni amari. Si tratta, infatti, di alcuni fra i frutti più amari in assoluto, ma fortunatamente per sfruttarne i benefici non è obbligatorio consumarli così come sono offerti dalla natura. Accanto al succo di momordica il mercato offre infatti anche estratti secchi e compresse a base dei suoi principi attivi.

Fra questi ultimi sono inclusi il beta-carotene, la criptoxantina, il licopene, la luteolina, diversi flavonoidi, glucosidi che prendono il nome di momordicosidi, le vitamine A, B1, B2 e C, il ferro e la charantina. Quest'ultima, insieme al cosiddetto polipeptipe P, è la molecola responsabile dell'azione ipoglicemizzante del frutto.

Proprio questa azione ipoglicemizzante rende la momordica un prezioso alleato in caso di diabete. La sua assunzione, anche per tempi prolungati, è sicura e permette di tenere sotto controllo efficacemente le complicanze del diabete. Non solo, la sua capacità di migliorare le attività metaboliche neutralizzando le alterazioni dei livelli di insulina aiuta sia a combattere, sia a prevenire l'insorgenza della malattia.

I test condotti fini ad oggi hanno dimostrato che possono bastare 0,5 grammi di polvere del frutto essiccato per ottenere un buon effetto ipoglicemizzante. Le dosi consigliate sono 100 ml di succo 2 volte al giorno o 2 capsule di 100 mg di estratto titolato al 7% per cicli di 1-2 mesi. Attenzione, però: non bisogna assumere la momordica né in gravidanza, né durante l'infanzia, in caso di ipersensibilità e se si stanno assumendo degli ipoglicemizzanti. Inoltre l'assunzione prolungata di dosaggi elevati potrebbe interferire con l'azione di eventuali farmaci neurostimolanti.

In generale, prima di assumerla per tenere sotto controllo il diabete o qualsiasi altro disturbo è indispensabile parlarne con il proprio medico e attenersi alle sue indicazioni.

Altri usi ed effetti collaterali

Il diabete non è l'unica condizione che può trarre beneficio dall'assunzione di momordica. Alcuni studi hanno dimostrato la sua utilità anche in caso di malattie autoimmuni, problemi alla vie respiratorie come asma, faringite e bronchite e come detossificante.

Se assunta alle dosi indicate questa pianta non dà particolari effetti collaterali, ma in caso di sovradosaggio si può incappare in problemi gastrointestinali come dolori addominali, gonfiori, diarrea e difficoltà digestive.

Via | Riza; In erboristeria; My-personaltrainer
Foto | da Flickr di YIM Hafiz

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