Identificato il motore delle staminali, fa muovere anche i tumori

La scoperta, tutta italiana, getta luce sul meccanismo che scatena la formazione delle metastasi

Quando sentiamo parlare di metastasi il concetto ci è subito chiaro: il tumore si è spostato. Ma come ha fatto a spostarsi? L'esatto meccanismo non è ancora stato chiarito, ma oggi un nuovo studio pubblicato da un gruppo di ricercatori italiani su Stem Cell Reports aggiunge un nuovo tassello al mosaico di dettagli raccolti in precedenti ricerche. Gli scienziati hanno infatti identificato la molecola che consente alle cellule staminali pluripotenti di muoversi.

La scoperta, che ha ottenuto la copertina del numero di ottobre della rivista, è frutto del lavoro dei ricercatori degli Istituti di genetica e biofisica “A. Buzzati-Traverso” (Igb-Cnr) di Napoli e per le applicazioni del calcolo “Mauro Picone” (Iac-Cnr) di Roma del Consiglio nazionale delle ricerche, in collaborazione con l'Institute of Molecular Oncology Foundation (Ifom) di Milano. Studiando i meccanismi alla base della motilità, dell'invasività e della capacità metastatica delle staminali gli scienziati hanno scoperto che basta solo un amminoacido, la L-Prolina, per scatenare i processi che porteranno alla formazione di una metastasi.

Grazie a questo lavoro

hanno spiegato Gabriella Minchiotti e Maria Rosaria Matarazzo, ricercatrici dell'Igb-Cnr

è stato possibile identificare un meccanismo che permette a una cellula staminale pluripotente di acquisire la capacità di muoversi e di invadere i tessuti, un fenomeno cruciale per la formazione delle metastasi tumorali.

Come funziona

Il fenomeno che porta alla formazione delle metastasi è simile ad un processo che si realizza nelle cellule staminali, l'Epithelial to Mesenchymal Transition (EMT).

L'EMT è regolata dal microambiente della cellula. A giocare un ruolo fondamentale è la matrice extracellulare, una sostanza molto ricca di collagene. Quest'ultimo è fatto soprattutto da prolina.

Durante la crescita del tumore e il suo processo di invasione dei tessuti il collagene della matrice extracellulare viene degradato, liberando la prolina, che induce dei cambiamenti nell'espressione dei geni, innescando l'EMT.

L'importanza della scoperta

Il fatto che un aminoacido sia in grado di modificare il profilo epigenetico di una cellula staminale e trasformare profondamente il suo comportamento è una scoperta entusiasmante

hanno commentato Minchiotti e Matarazzo, sottolineando che

questo fenomeno non è innescato da alterazioni genetiche o da un fattore di crescita, bensì dalla proprietà dell'aminoacido L-Prolina di modificare l'espressione dei geni, senza alterare, mutare né modificare la sequenza del DNA delle cellule.

La scoperta non porterà subito a nuove cure contro il cancro, ma, spiegano le ricercatrici,

apre nuove prospettive per la comprensione dei meccanismi che sono alla base della progressione tumorale.

Via | Vimeo

  • shares
  • Mail