Clima e reumatismi, ecco perché il dolore è più affidabile delle previsioni meteo

La metereopatia non è solo una questione psicologica. Ecco la spiegazione di un esperto

dolore previsioni meteo

Per alcuni si tratta di un fenomeno psicologico più che fisico, eppure chi lo sperimenta su se stesso è pronto a giurare che non si tratta di pura suggestione. Così dolore e acciacchi diventano per alcuni indizi più affidabili delle previsioni meteo per prevedere i cambiamenti del tempo. Oggi a dar loro ragione arriva anche l'opinione degli esperti, secondo cui il dolore associato ai reumatismi può davvero dipendere dall'arrivo di una perturbazione inattesa in una giornata di sole.

A spiegare quali possono essere le basi scientifiche di questo fenomeno è Robert Jamison, docente di anestesia e psichiatria all'Harvard Medical School di Boston, che paragona la parte dolorante, ad esempio un ginocchio, ad un pallone su cui l'aria esercita una pressione dall'esterno verso l'interno pari alla pressione che dall'interno spinge verso l'esterno. Se la pressione esterna diminuisce, com'è nel caso in cui è in arrivo una perturbazione, il pallone tende ad espandersi. Nel caso di un'articolazione, questa espansione genererebbe una pressione sui nervi e sugli altri tessuti circostanti, provocando dolore.

Probabilmente è questo l'effetto che le persone percepiscono, soprattutto se quei nervi sono già irritati

spiega Jamison.

Secondo alcuni esperti il problema è accentuato quando nell'articolazione si accumulano liquidi, come accade spesso durante i processi infiammatori. E anche se permangono ancora degli scetticismi, non mancano gli studi scientifici che hanno rilevato una correlazione tra i cambiamenti di temperatura, umidità o pressione atmosferica e il peggioramento del dolore associato all'artrite reumatoide, del mal di testa, ai denti, alla schiena e di molte altre problematiche dolorose. Per cercare di comprendere il fenomeno sono stati condotti anche test sugli animali, che sembrano avvalorare l'ipotesi di un reale effetto del tempo sui sintomi di questo tipo di disturbi.

D'altra parte non si tratterebbe della prima associazione tra variazioni del tempo e malattie apparentemente indipendenti da esso. Nei mesi freddi, ad esempio, aumenta il rischio di ictus, attacchi cardiaci e morte cardiaca improvvisa, probabilmente perché le basse temperature aumentano la densità del sangue e la vasocostrizione.

Nel caso delle articolazioni un aumento dell'umidità potrebbe causare variazioni nei tendini, nei legamenti e nei muscoli che portano a rigonfiamento o irrigidimento. Non solo, quando l'infiammazione è cronica anche piccoli cambiamenti del tempo possono aumentare l'attività dei nocicettori che inviano il segnale doloroso al cervello.

In alcuni casi le condizioni meteorologiche possono invece alleviare il dolore. L'associazione non è però così semplice, come dimostrato dal fatto che ne soffrono anche le persone che vivono in città in cui il sole splende tutto l'anno. Secondo Jamison in questo caso ad entrare in gioco è l'acclimatazione. In altre parole, visitare un luogo dal clima secco e caldo può dare sollievo ai pazienti che vivono in città fredde e umide, ma quando si ha la fortuna di vivere già in località dal clima mite il corpo, abituato a questa situazione, diventa più sensibile anche a cambiamenti minimi.

Qualche consiglio utile

Per fare fronte alla situazione, chi ne soffre può pensare di assumere un antidolorifico nel momento in cui sta arrivando una perturbazione preannunciata. Per evitare, invece, sbalzi d'umidità nelle abitazioni ci si può affidare a un deumidificatore.

Via | The Wall Stree Journal
Foto | da Flickr di Ryan Stanton

  • shares
  • Mail