Cos'è l'onoterapia e quali sono i benefici delle terapie con gli asini

Aiuta chi soffre di autismo e di Alzheimer, ma non solo. Scopriamo insieme in cosa consiste e quali risultati permette di ottenere

onoterapia asini

In molti conoscono la pet therapy e nemmeno i benefici dell'ippoterapia sono più un mistero. Cani, gatti e cavalli non sono però gli unici animali che possono migliorare l'esito delle terapie mediche: un altro esempio è quello dell'onoterapia, in cui gli animali con cui i pazienti si trovano a trascorrere del tempo sono gli asini.

In Italia non si tratta ancora di una terapia molto diffusa. Ciononostante l'onoterapia ha già fatto il suo ingresso in ospedale. Infatti a Genzano, in provincia di Roma, l'ospedale Fatebenefratelli ospita una vera e propria fattoria abitata da 4 asini gestiti dagli operatori dell'Associazione nazionale terapie alternative e solidali (Antas), onlus da anni impegnata nella divulgazione dell’efficacia dell’onoterapia come aiuto per la medicina tradizionale. Docile, addomesticabile, prevedibile e calmo, l'asino ha tutte le caratteristiche per poter essere utilizzato nella terapia di malattie con l'autismo e l'Alzheimer.

Per quanto riguarda l'autismo, Giovanni Carratelli, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta, spiega che per chi convive con questa condizione l'onoterapia rappresenta innanzitutto una soluzione a un problema di tipo motivazionale.

Questi ragazzi difficilmente si lasciano coinvolgere in qualche attività, mentre con l’asino si instaura subito un rapporto non verbale, in cui la comunicazione avviene con il contatto dello sguardo, e la relazione è finalizzata ad attività pratiche come dargli mangiare, spazzolarlo, condurlo in passeggiata

sottolinea Carratelli.

Abbiamo avuto effettive manifestazioni del fatto che prendersi cura dell’animale ha prodotto una riduzione dei gesti stereotipati e ripetitivi che caratterizzano i comportamenti autistici e un aumento della capacità di socializzare. I genitori sono molto contenti e ci dicono che notano maggiore autostima ed equilibrio nei loro figli.

Per quanto riguarda invece la terapia dell'Alzheimer, il neurologo e psicoterapeuta Massimo Marianetti spiega che l'asino ha un effetto stabilizzante sull’umore.

I pazienti ricoverati da noi sono migliorati a livello cognitivo e comportamentale: grazie alle emozioni positive che ricevono dall’animale, diventano più attenti, concentrati, presenti e tranquilli

racconta il neurologo.

Abbiamo notato anche effetti a lungo termine nel ritmo sonno veglia e nell’appetito. Nel concreto si rallenta ulteriormente il progredire della malattia e i familiari osservano anche una riduzione dell’aggressività.

Purtroppo quello dell'ospedale di Genzano è per ora un caso unico in Italia, ma l'onoterapia ha già i suoi fans celebri, primo fra tutti un grande nome del rugby italiano, il pilone Andrea Lo Cicero, che sta già allestendo, sempre nel Lazio, un'azienda agricola in cui praticare la terapia con gli asini.

Ora l'obiettivo dei sostenitori di questa metodica complementare alla medicina tradizionale è riuscire ad avere un riscontro scientifico dei benefici dell’onoterapia grazie ai risultati di sperimentazioni come quella del Fatebenefratelli.

Via | Roma Social News

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