Le erbe medicinali sono sicure? I rischi degli integratori a base di piante

Spesso assunti senza il consiglio del medico, gli integratori vegetali possono avere effetti collaterali non trascurabili. Ecco come proteggere la propria salute

Erbe medicinali

Quella italiana è una popolazione che quando si tratta della propria salute non fa affidamento solo sui rimedi della medicina convenzionale. Erbe medicinali, integratori e rimedi omeopatici sono sempre più diffusi sul mercato e gli italiani non disdegnano affatto il loro utilizzo. Resta però aperta una domanda su cui si dibatte ormai da tempo: si tratta di prodotti sicuri?

Il problema è stato recentemente affrontato dagli esperti sia durante SANA 2013, la manifestazione dedicata ai prodotti naturali e biologici, sia durante il congresso della Società Italiana di Allergologia ed Immunologia Clinica (Siaic), da cui è chiaramente emerso che le potenzialità dei prodotti a base di erbe medicinali non devono essere sottovalutati né in termini di possibile efficacia, né in quanto a potenziali effetti collaterali. Proprio per questo non deve essere sottovalutatala necessità di garantirsi l'acquisto di prodotti sicuri e un loro utilizzo appropriato, che non può prescindere da un confronto con il medico in modo da evitare di ottenere l'effetto opposto rispetto a quello desiderato e compromettere il proprio stato di salute.

I rischi

Secondo gli esperti Siaic

un consumo disinvolto di prodotti a base di erbe medicinali può essere molto pericoloso specie se associato a farmaci.

Ad essere particolarmente esposte a rischio sono le donne, che utilizzano le erbe medicinali più frequentemente di quanto non facciano gli uomini.

Anche l'età elevata e la bassa percezione del benessere aumenta in modo significativo il consumo di prodotti a base di erbe e quindi un maggior rischio di uso inappropriato

ha spiegato Vincenzo Patella, allergologo e immunologo dell'Università "Federico II" di Napoli.

I soggetti con molti sintomi (sei o più) sono più esposti ad un uso sconsiderato di questi farmaci e sono più esposti a reazioni gravi, spesso scatenate dall'interazione con farmaci convenzionali come ad esempio le medicine utilizzate per la cura delle malattie cardiovascolari o addirittura contro i tumori.

Purtroppo la percezione di questi rischi è spesso insufficiente, aspetto che insieme alla tendenza ad autoprescriversi preparati a base di erbe medicinali aumenta i pericoli per la salute. Il problema è aggravato dal fatto che questi prodotti non sono regolati da una normativa specifica, ma ricadono nel più ampio gruppo degli integratori alimentari, che non sono sottoposti agli stessi rigidi controlli cui devono sottostare i farmaci. Per di più non è raro che la vendita degli integratori venga proposta direttamente sul web, in troppi casi senza garanzie che si tratti di prodotti sicuri, privi di pericolosi contaminanti e di standard di sicurezza adeguati.

Quando si acquistano in rete da industrie misconosciute

ha spiegato Sebastiano Gangemi, allergologo e immunologo clinico presso l’Università di Messina

ai rischi rappresentati dalle potenziali interazioni farmacologiche si aggiungono la possibilità di acquistare prodotti contaminati da eccessiva presenza di metalli pesanti o prodotti adulterati nei quali sono stati aggiunti veri e propri farmaci per renderli più efficaci.

Esperti al lavoro per una maggiore sicurezza

In base alle normative vigenti gli integratori a base di piante sono regolamentati come gli integratori alimentari e devono sottostare a regole sull'etichettatura, sulle specie utilizzabili per la loro produzione e sui modi di utilizzo delle piante. La situazione non è però omogenea nelle diverse nazioni, nemmeno in quelle appartenenti alla comunità europea.

Per questo motivo l'Italia, insieme a Belgio e Francia, sta lavorando ad un progetto - battezzato Belfrit - mirato al raggiungimento di un riconoscimento reciproco che consenta una diffusione sicura dei prodotti a base di erbe medicinali.

Inoltre come ha spiegato Marco Fiorani, presidente di FederSalus, in occasione della XIV Convention Nazionale dell'associazione, un tema ricco di incognite è quello delle indicazioni d'uso dei prodotti a base vegetale,

su cui la collaborazione tra FederSalus e alcune associazioni europee ha portato alla definizione di un Documento di Consenso a sostegno della tradizione d’uso per il loro riconoscimento.

Gli esperti del settore non sono però gli unici a doversi impegnare su questo fronte. Dal congresso Siaic arriva anche un appello a un maggior dialogo tra medici e pazienti anche sui prodotti assunti senza necessità di prescrizione medica. Secondo gli esperti Siaic è inoltre fondamentale che i cittadini segnalino qualsiasi disturbo associato all'utilizzo di questi prodotti, in modo che si crei un vero e proprio sistema di fitovigilanza analogo a quello già attivo di farmacovigilanza.

Al bando, quindi, la superficialità: assumere erbe medicinali può comportare dei rischi che non devono assolutamente essere trascurati e il loro utilizzo non può prescindere da una corretta informazione basata anche sul confronto con il proprio medico di fiducia.

Foto | da Flickr di esayrab

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