Metodo Stamina, il Ministero della Salute: "La sperimentazione non può essere proseguita"

Arriva la decisione ufficiale: la sperimentazione non si farà

E' ufficiale: l'annunciata sperimentazione del metodo Stamina non si farà. La notizia arriva direttamente dal Ministero della Salute, che durante una conferenza stampa ha reso noto il contenuto di un documento in cui viene comunicato che

la sperimentazione non può ulteriormente essere proseguita.

Nello stesso documento si informa che la decisione è stata comunicata alla Stamina Foundation, la onlus di Davide Vannoni promotrice del tanto discusso metodo.

Come prevedibile le reazioni non si sono fatte attendere. Le associazioni dei pazienti che ormai da tempo si occupano dei pazienti che vorrebbero sottoporsi alle infusioni di staminali secondo il metodo Stamina – il Movimento Vite Sospese, il Movimento Base Italia e altre associazioni che si occupano di malati gravi, come Sicilia Risvegli Onlus e Viva la Vita Italia Onlus – hanno annunciato di voler denunciare Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute, ed Enrico Letta, Presidente del Consiglio, “per crimini contro l'umanità”.

L'accusa

spiegano le associazioni

prende il via da quanto è accaduto, e ancora sta accadendo, in Italia in merito alla vicenda Stamina.

La reazione di Vannoni

Vannoni ha così commentato la decisione del Ministro della Salute dalla sua pagina Facebook:

Eccoci di fronte ad un copione già scritto, sinceramente, e qui me ne rammarico, credevo meglio. Purtroppo il copione Lorenzin e dei suoi esperti farlocchi è scritto con i piedi. Ben venga: meglio una bocciatura disonesta a priori che non il prosieguo di una sperimentazione altrettanto disonesta, almeno non faranno danni ai pazienti.

Vannoni si è soffermato sulle alcune delle motivazioni che hanno spinto il Comitato scientifico e il Ministro a bocciare la sperimentazione: l'assenza di disposizioni sulle analisi cui deve essere sottoposto il donatore delle staminali (ad esempio per verificare la presenza dell'Hiv o dei virus dell'epatite), la mancata descrizione delle cellule e l'assenza di una letteratura scientifica che spieghi a cosa servano le diverse popolazioni cellulari utilizzate e la pericolosità della tecnica di infusione.

Per quanto riguarda i primi due punti, il presidente della Stamina Foundation ritiene di aver fornito le informazioni necessarie, tralasciando quelle che a quanto traspare dalle sue affermazioni sarebbero scontate.

Non credevamo di trovarci di fronte ad una commissione di esame del primo anno di una facoltà di biologia

ha commentato Vannoni

Infatti il loro compito era di disegnare la sperimentazione clinica non di fare una valutazione sul prodotto cellulare.

Per quanto riguarda l'obiezione sui potenziali pericoli delle iniezioni intrarachidee, in sostanza secondo Vannoni se fosse valida il Ministro dovrebbe impedire il ricorso a questo tipo di iniezione in qualsiasi caso e non solo in quello del metodo Stamina.

A breve consegneremo i risultati ottenuti dai pazienti di Brescia

ha concluso il presidente di Stamina, aggiungendo una richiesta diretta al Ministro:

Faccia l'unica cosa utile che le rimane in questa vicenda, metta in condizioni l'ospedale di Brescia di ottemperare all'ordine dei giudici per curare le persone in lista di attesa.

Via | Agi

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