Metodo Stamina, il Ministro della Salute verso il no alla sperimentazione?

Beatrice Lorenzin non si è ancora pronunciata sul caso, ma c'è chi sarebbe pronto a scommettere su un "no". Intanto procedono i ricorsi

metodo stamina

Nonostante manchino novità significative, il metodo Stamina continua a far parlare di sé. Per ora, però, quelle su una presunta bocciatura definitiva del metodo rimangono solo voci, nemmeno troppo di corridoio. Dopo il “no” del Comitato scientifico preposto alla valutazione dei protocolli consegnati da Davide Vannoni, presidente di Stamina Foundation, il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin avrebbe infatti dovuto pronunciarsi a proposito della sperimentazione. Il suo verdetto, atteso per il lunedì della settimana scorsa, non è ancora arrivato, probabilmente a causa delle vicissitudini del Governo che hanno coinvolto direttamente il Ministro.

Tuttavia, se nulla è certo riguardo al destino della sperimentazione, qualcosa si è mosso su un altro fronte. Nella giornata di ieri Vannoni ha infatti fatto sapere che gli Spedali Civili di Brescia avrebbero dovuto consegnare i dati chiesti dal Tar della Lombardia sui pazienti in corso di trattamento secondo il metodo Stamina, sulle colture cellulari e sui laboratori della struttura bresciana in cui vengono prodotte le cellule da utilizzare per il trattamento dei pazienti.

Nel 2012

ha spiegato Vannoni

abbiamo presentato ricorso al Tar della Lombardia contro lo stop alla nostra attività presso gli Spedali Civili di Brescia deciso dall'Agenzia italiana del farmaco Aifa. Nell'udienza del febbraio 2013 il giudice ha quindi stabilito di dare tempo agli Spedali Civili fino al 7 ottobre 2013 per la consegna dei dati relativi ai pazienti in trattamento. Stamina, a propria volta, avrà tempo fino al 22 novembre per consegnare al Tar della Lombardia i dati raccolti dai pazienti stessi.

Sulla base dei dati consegnati e che verranno esaminati, il Tar della Lombardia dovrà dunque decidere se il blocco stabilito dall'Aifa era o meno legittimo, e lo farà non basandosi sulla valutazione di aspetti burocratici, bensì sui risultati concreti del metodo Stamina sui pazienti.

Un dettaglio che dovrebbe soddisfare la maggior parte dei sostenitori del metodo. Una delle critiche principali mosse al lavoro del Comitato scientifico nominato dal Ministro della Salute è stata infatti proprio la mancanza di una valutazione dello stato clinico dei pazienti già trattati secondo il metodo Stamina.

Via | Ansa

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