Vaccini e autismo, paracetamolo sotto accusa

Un esperto statunitense lancia il sasso: e se a promuovere l'autismo non fossero i vaccini, ma il paracetamolo assunto per contrastare la febbre associata alle vaccinazioni? Ecco le sue argomentazioni

autismo vaccini

Nonostante l'Oms abbia recentemente rassicurato la popolazione mondiale sul presunto legame tra vaccini in età pediatrica e autismo, il dibattito internazionale sul tema non accenna a calmarsi. Oggi a riaccenderlo è uno studio pubblicato sul Journal of Restorative Medicine da William Shaw, direttore del Great Plains Laboratory di Lenexa (Stati Uniti), secondo cui l'attenzione della ricerca dovrebbe spostarsi dai vaccini ad un altro imputato: il paracetamolo, principio attivo antinfiammatorio largamente utilizzato anche in Italia.

I dubbi di Shaw nascono dal confronto dell'incidenza dell'autismo negli Stati Uniti e a Cuba. Nell'isola caraibica la percentuale di popolazione affetta da questa condizione è addirittura 298 volte più bassa che negli Usa, nonostante il ricorso alle vaccinazioni sia molto elevato anche nella popolazione cubana. Nel caso del vaccino contro il morbillo, ad esempio, è il 90% degli statunitensi a farvi ricorso, mentre a Cuba questa percentuale sale al 99,7%.

Senza addentrarsi nell'analisi dell'associazione tra vaccini e autismo, Shaw sposta l'attenzione su un altro aspetto, spiegando che

un argomento molto meno spesso affrontato in associazione con l'autismo sono le terapie somministrate insieme al vaccino.

In particolare, l'esperto pone l'accento sui farmaci somministrati ai bambini per prevenire o trattare gli episodi febbrili che possono essere scatenati dalle vaccinazioni. Negli Stati Uniti è prassi comune l'assunzione di farmaci a base di acetaminofene, farmaco antinfiammatorio che in Italia è meglio conosciuto come paracetamolo. A Cuba, invece, l'uso del paracetamolo non è così diffuso e se il vaccino dovesse provocare febbre per più di 2 giorni in genere viene consigliata l'assunzione di un altro antinfiammatorio, il metamizolo.

Negli Stati Uniti capita addirittura che i pediatri consiglino l'assunzione quotidiana di paracetamolo nei 5 giorni precedenti la vaccinazione. In questi casi, spiega Shaw, alcuni bambini iniziano a manifestare i primi sintomi di una regressione verso l'autismo prima della vaccinazione.

Shaw non si limita a fare delle osservazioni, ma nel suo articolo ipotizza anche quali potrebbero essere i meccanismi alla base di questo effetto collaterale:

La tossicità del paracetamolo potrebbe causare l'autismo sovraccaricando la via di solfatazione catalizzata dalla fenilsulfotransferasi, che è difettosa nell'autismo, portando alla sovrapproduzione del metabolita tossico N-acetil-p-benzochinoneimina (NAPQI). L'aumento dei livelli di NAPQI riducono la capacità di dtosifficare una gamma di composti tossici nell'ambiente, aumentando lo stress ossidativo, che porta al danneggiamento di proteine, lipidi e acidi nucleici da parte dei radicali liberi.

Le concentrazioni anomale di mercurio nei capelli dei bambini con autismo concordano con l'esposizione delle proteine dei capelli che crescono al NAPQI derivato dal paracetamolo, che inibisce in modo competitivo la reazione del mercurio con i gruppi sulfidrilici dei capelli.

Infine, la produzione difettosa su larga scala di prodotti a base di prodotti a base di paracetamolo, tale che i valori riportati in etichetta siano superati dalle concentrazioni reali, in aggiunta alla contaminazione con batteri e tribromoanisolo, potrebbe aver aumentato fortemente la probabilità che i bambini ricevessero un sovradosaggio di paracetamolo e di potenziali tossine forse per un decennio.

Per ora quelle di Shaw rimangono solo ipotesi, ma potrebbero aprire le porte a nuove indagini mirate a confermare o escludere il legame tra i vaccini e l'autismo. Non solo, secondo Shaw il paracetamolo potrebbe essere anche il responsabile dell'aumento dell'incidenza di asma e sindrome da deficit di attenzione e iperattività nei bambini.

Il marcato aumento dell'incidenza di autismo, asma e disturbi da deficit di attenzione negli Stati Uniti coincide con la sostituzione dell'aspirina con il paracetamolo negli anni '80

sottolinea Shaw. Sarà solo un caso?

Via | Medical Daily

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