Ovaio policistico, i problemi di fertilità si risolvono a colazione

Concentrare la maggior parte delle calorie nel primo pasto della giornata aiuta a combatter la resistenza all'insulina e favorisce l'ovulazione. Ecco lo studio che lo dimostra

colazione ovaio policistico

Gli esperti di nutrizione ce lo hanno già detto diverse volte: la colazione è uno dei pasti principali della giornata. Per questo la mattina, appena svegli, ci si dovrebbe garantire un pasto corrispondente al 20% circa delle calorie da assumere nel corso della giornata. A volte, però, esagerare è meglio: secondo uno studio pubblicato sulla rivista Clinical Science dai ricercatori dell'Università Ebraica di Gerusalemme e dell'Università di Tel Aviv, fare una colazione abbondante aiuta le donne che soffrono di ovaio policistico a ridurre i loro problemi di fertilità.

Lo studio ha coinvolto 60 donne di età compresa tra i 25 e i 69 anni affette da ovaio policistico, ma senza problemi di sovrappeso. Alle partecipanti è stato chiesto di seguire per 12 settimane un'alimentazione corrispondente all'assunzione di 1.800 calorie al giorno, annotando tutto ciò che mangiavano. Mentre, però, ad un primo gruppo di donne è stato indicato di concentrare 980 di queste calorie nella prima colazione, alle altre è stato chiesto di dirottare queste calorie sulla cena.

I ricercatori hanno così scoperto che una colazione abbondante riduce dell'8% i livelli di glucosio e la resistenza all'insulina, problemi tipicamente associati alla sindrome dell'ovaio policistico. I benefici, però, non finiscono qui. Concentrare la maggior parte delle calorie giornaliere a colazione riduce del 50% i livelli di testosterone e aumenta il tasso di ovulazione. Quest'ultimo in presenza di un ovaio policistico può essere molto ridotto e causare problemi di infertilità.

Secondo Oren Froy, direttore del Centro di Ricerca di Nutrigenomica e di Alimenti Funzionali dell'Università Ebraica di Gerusalemme e responsabile dello studio

questa ricerca dimostra che di certo la quantità di calorie che consumiamo quotidianamente è molto importante, ma la tempistica con cui le consumiamo è ancora più importante.

Via | EurekAlert!
Foto | da Flickr di marktristan

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