I sintomi della mononucleosi in gravidanza, i rischi e le cure più adatte

Se avete contratto la mononucleosi in gravidanza, come potete fare per poter curare questa infezione? Ecco i rischi che potrebbero derivare da questa malattia e come comportarsi.

mononucleosi in gravidanza

La mononucleosi è una malattia infettiva, definita anche come la malattia del bacio, provocata da un virus, il virus Epstein-Barr, che appartiene alla famiglia degli Herpes Virus (alla base anche di malattie come la varicella e il Fuoco di Sant'Antonio). La malattia si propaga con i baci, con uno starnuto, un colpo di tosse, condividendo posate e bicchieri con chi ne è già affetto.

Chi contrae la malattia risulta poi immune: cosa fare se il contagio avviene in gravidanza? Innanzitutto bisogna riconoscere in tempo la malattia, anche dai primi sintomi come affaticamento, malessere, mal di gola, placche sulle tonsille (che nulla hanno a che vedere con quelle batteriche), febbre, linfonodi ingrossati al collo e alle ascelle, tonsille gondie, eruzioni cutanee, milza ingrossata e mal di testa.

Se notate questi sintomi dovete subito rivolgervi al vostro ginecologo, perché la malattia ha segnali in comune con il citomegalovirus, un virus da tenere particolarmente d'occhio durante i nove mesi di gestazione. La mononucleosi, invece, non comporta in genere rischi per il feto.

La cura per la mononucleosi è semplice: riposo a letto, bere tanta acqua per reintegrare i liquidi persi, cura delle infezioni secondarie o dei sintomi se sono troppo fastidiosi (sempre compatibilmente con lo stato interessante, che non ci permette di usare tutti i farmaci), sintomi che possono essere curati anche con rimedi naturali.

Foto | da Flickr di o-mer

Via | Farmacoecura

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