Allarme melanoma a Torino, ma diagnosi e terapia sono sempre migliori

Il capoluogo Torinese detiene il record di nuovi casi diagnosticati ogni anno. Va meglio, invece, alle città del Sud

melanoma torino

Più casi al Nord che al Sud, con un picco di nuove diagnosi a Torino: è questo il quadro che descrive l'incidenza del melanoma in Italia, dove ogni anno colpisce 12 persone ogni 100 mila abitanti, con punte di 6 casi ogni 100 mila abitanti a Sud e di 19 ogni 100 mila abitanti al Nord. Nel capoluogo piemontese, dove è stata programmata per oggi una conferenza di presentazione dei dati e delle nuove terapie a disposizione di medici e pazienti, il tasso di incidenza è di 17 nuovi casi ogni 100 mila abitanti per gli uomini e di 19 nuovi casi ogni 100 mila abitanti per le donne. Non va molto meglio ad altre città del Nord, come Trento, Bolzano, Trieste e le province del Veneto, la Regione italiana con più casi di melanoma. I tassi più bassi si registrano invece a Napoli, Sassari e Ragusa.

Secondo l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ogni anno nel mondo vengono effettuate 160 mila nuove diagnosi di melanoma. In Italia l'incidenza di questo tumore è in continuo aumento. Ad innalzare il rischio sono sia il ricorso abituale alle lampade solari già in giovane età, che porta a un aumento della probabilità di sviluppare un melanoma di oltre il 70%, sia l'esposizione eccessiva al sole. Per questo gli esperti insistono su una prevenzione primaria basata anche sulla limitazione dell'esposizione alla luce naturale, che deve essere evitata nelle ore centrali della giornata e che deve prevedere sempre l'uso di un'adeguata protezione solare.

La diagnosi, invece, si basa oggi sull'uso di tecniche di riconoscimento sempre più affinate, in particolare la dermoscopia in epiluminescenza, che permettono di ridurre le rimozioni inutili di nei benigni e di effettuare diagnosi sicure al 92%.

Infine, la terapia, oggi basata su farmaci efficaci come l'ipilimumab, che attiva la risposta immunitaria contro le cellule del tumore, e il vemurafenib, che riconosce una mutazione presente sulle cellule tumorali di alcuni pazienti.

Alla Città della Salute e della Scienza del capoluogo piemontese sarà attivata una una task force multidisciplinare di dermatoscopia, dermochirurgia, dermooncologia e nuove terapie mediche per fronteggiare al meglio il melanoma e per fornire un'assistenza integrata secondo criteri e linee guida condivisi a livello regionale e nazionale.

Via | Agi
Foto | da Flickr di bluestardrop - Andrea Mucelli

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