Mal di schiena, le iniezioni epidurali di steroidi sono davvero efficaci?

Gli studi di questa terapia contro il dolore hanno dato risultati contrastanti. Ora una nuova ricerca fa luce sul problema

mal di schiena iniezioni

Il mal di schiena è una delle principali cause di disabilità nel mondo industrializzato. Molto spesso ad essere colpita è la parte bassa della colonna vertebrale e per contrastare il dolore ci si affida ad iniezioni epidurali di steroidi. Oggi, però, una ricerca della Johns Hopkins University di Baltimora (Stati Uniti) getta dei dubbi sulla necessità di assumere questi potenti antinfiammatori in questo modo: secondo i risultati pubblicati sulla rivista Anesthesiology non sono gli steroidi, ma l'iniezione di un liquido nella zona circostante il midollo spinale.

Sarebbe, insomma, inutile ricorrere a questi farmaci, i cui effetti collaterali includono l'aumento della glicemia in chi soffre di diabete, il rallentamento della guarigione delle ferite in caso di intervento chirurgico e l'accelerazione dei problemi alle ossa nelle donne anziane. Infatti analizzando i dati relativi a 3.641 pazienti coinvolti in 43 studi differenti Steven Cohen e collaboratori hanno sì confermato che l'efficacia delle iniezioni epidurali è più che doppia rispetto a quella delle iniezioni intramuscolari, ma hanno anche scoperto che le iniezioni epidurali di steroidi sono efficaci tanto quanto le iniezioni epidurali di una semplice soluzione salina in cui non è disciolto nessun farmaco.

Sembra che funzioni semplicemente iniettare del liquido nello spazio epidurale

ha spiegato Cohen, sottolineando che

la maggior parte del sollievo può non derivare dagli steroidi, di cui tutti ci preoccupiamo.

Secondo il ricercatore questi risultati non sono ancora sufficienti per consigliare ai pazienti di non sottoporsi più a questo tipo di trattamento, ma che probabilmente potrebbero essere sufficienti dosi inferiori di steroidi.

I nostri risultati

ha sottolineato Mark Bicket, primo autore dello studio,

supportano l'ipotesi che, per ora, potrebbe esseer consigliabile ridurre la quantità di steroidi per i pazienti a rischio.

Via | Johns Hopkins Medicine
Foto | da Flickr di Unfurled

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