Psicologia, amico del cuore addio: gli adolescenti preferiscono il gruppo

Amico del cuore addio? Ebbene si, a quanto pare gli adolescenti preferirebbero la comitiva. Ma questo è un bene o un male? Ecco cosa ne pensano gli esperti.

Amicizia

Psicologia e amicizia: come sono cambiati i rapporti fra gli adolescenti di ieri e quelli di oggi? Questa è la domanda che si sarebbero posti i membri della Società italiana di pediatria (Sip), i quali avrebbero svolto un’indagine dal titolo 'Adolescenti e Socialità', in cui avrebbero appunto analizzato il modo in cui i giovani di età compresa fra i 12 e i 14 anni si rapportano gli uni agli altri, facendo emergere delle sostanziali differenze rispetto ai giovani “del passato”.

Ebbene, a quanto pare, se in passato gli adolescenti si concentravano nel rapporto fra pochi amici (ma buoni), oggi le cose sono decisamente cambiate. Adesso gli adolescenti (o perlomeno l'85,5% di loro) sostiene di avere molti amici, mentre a dichiarare di averne pochi sarebbe solo l'11,8% dei maschi e il 13,6% delle femmine. Un’inversione di rotta insomma per questi giovanissimi, che pare preferiscano di gran lunga la compagnia di una comitiva, piuttosto che quella dell’amico del cuore.

Come in passato, anche adesso la stragrande maggioranza delle amicizie si stringe fra i banchi di scuola o praticando sport (70,9%), ma rispetto al passato, anche Internet riveste adesso un ruolo molto importante. Ben il 30% delle amicizie nate in rete pare infatti entrino a far parte della “vita reale” dei giovani ragazzi.

Ma non tutto è oro quel che luccica. Se è vero che in gruppo i ragazzi "sembrano" trovarsi più a loro agio, è altrettanto vero che le insicurezze non mancano, come emerge chiaramente dal sondaggio. Sono infatti un terzo gli studenti che ammettono di sentirsi a disagio in mezzo agli amici, e quasi la metà delle ragazze ammette di fare spesso confronti fra il proprio aspetto fisico e quello delle compagne. A scarseggiare sarebbe anche la forza di volontà individuale, dal momento che addirittura il 52% degli intervistati afferma di adeguarsi spesso alle scelte del proprio gruppo, anche quando queste non sono esattamente condivise dal soggetto.

Proprio questo 52% pare preoccupare Piernicola Garofalo, Presidente della Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza (SIMA), il quale ricorda che gli adolescenti si ritrovano al centro di sentimenti ed emozioni contrastanti fra loro. Al giorno d’oggi le insicurezze degli adolescenti sembrano essersi moltiplicate rispetto al passato, forse a causa di una società fin troppo competitiva. “Pensiamo soltanto all’incremento significativo delle patologie legate ai disturbi della condotta alimentare (prima tra tutte l’anoressia); delle sindromi depressive o – ancora più grave – dei fenomeni suicidari”, sottolinea giustamente l’esperto.

Alla base della tendenza ad assecondare il volere del gruppo vi sarebbe proprio questa grande insicurezza, che potrebbe portare a compiere anche gesti estremi ed illegali (dal non indossare il casco al bere alcolici, dall’assumere droghe al guidare in maniera spericolata, e ancora dal “fare a botte” al rubare e ad avere rapporti sessuali a rischio), fenomeni purtroppo ormai diffusissimi fra i teenager di tutto il mondo.

A peggiorare la situazione, vi sarebbe il fatto che oggi i ragazzi trascorrono molte ore su internet, rendendo molto difficoltoso il controllo da parte dei genitori, i quali oggi più che mai dovrebbero instaurare un dialogo con i ragazzi, come spiega la psicologa dell’Associazione Laboratorio Adolescenza Alessandra Marazzani, che ricorda: “Gli adolescenti commettono spesso l’errore di pensare che quanto scrivono, dicono e postano in rete (il caso delle foto è emblematico) abbia come unici fruitori i destinatari che loro identificano in quel momento, senza rendersi conto che il “pubblico” è enormemente più esteso e non controllabile. Già un intervento dei genitori, non in veste di meri controllori ma per responsabilizzarli su questo aspetto, sarebbe importantissimo”.

Foto | da Pinterest di Girls' Life Magazine
via | Corriere

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