Sociofobia, vincere la paura degli altri comportandosi come una scimmia

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Sociofobia, paura degli altri, fobia sociale. Tanti modi di definire un solo timore: quello di essere giudicati negativamente dagli altri, di deludere le aspettative. Robert L. Leahy, autore di Anxiety Free: Unravel Your Fears Before They Unravel You, docente di psicologia, direttore dell'American Institute for Cognitive Therapy, suggerisce di affrontare la sociofobia comportandosi come le scimmie.

Le scimmie, le avrete di certo osservate allo zoo o nei documentari, sono sempre intente a comunicare e socializzare con gli altri. Pur non disponendo di tutti gli strumenti di comunicazione in nostro possesso, Facebook, Twitter, e-mail, hanno un social network molto esteso e soprattutto sono rilassate quando si rivolgono agli altri, non mostrano segni di ansia e di preoccupazione. Un approccio naturale, insomma, al rapporto con i loro simili.

Noi umani invece spesso siamo spaventati dai nuovi incontri e temiamo il giudizio degli altri, abbiamo paura di sbagliare. Un'ansia che può manifestarsi anche molte ore prima di una festa, di una riunione, di un invito a cena fuori. Quello che accade prima dell'incontro con gli altri, le preoccupazioni eccessive, l'ansia, i timori, segna anche il nostro modo di approcciarci agli altri, che ovviamente non sarà più naturale e rilassato bensì influenzato da mille mosse studiate a tavolino. Quello che ci frena a volte è proprio la consapevolezza. Noi umani sappiamo che ad ogni nostra azione corrisponde una reazione e sapere come dobbiamo comportarci per riscuotere consenso sociale può paradossalmente bloccarci ed impedirci di godere dell'interazione sociale in sé, come fanno le scimmie. A contare, a farci stare bene, infatti, è proprio interagire, non il successo riscosso.

Spiega Leahy:


Gli altri ci vedono esattamente come siamo.

Se siamo ansiosi e preoccupati dell'impressione che faremo è così che ci vedranno: preoccupati e ansiosi.

Molti dei pazienti sociofobici che ho avuto in cura in questi anni, spiega Leahy, preoccupati del contatto con gli altri, sfuggivano gli sguardi, non sorridevano e si isolavano in un angolino.

Chiudersi agli altri per paura di fare una cattiva impressione, fa già una cattiva impressione. Si apparirà freddi, distanti ed anche un tantino snob e presuntuosi. Una volta che si capisce questo, ovvero che isolarsi ed evitare i contatti è già un pessimo biglietto da visita, la paura di dire o fare la cosa sbagliata passerà sicuramente in secondo piano. Il messaggio che le persone ricevono quando ci isoliamo e le evitiamo è che non siamo interessate a loro. E questo messaggio è certamente peggio di qualsiasi gaffe o cosa sbagliata che possiamo dire se invece ci buttiamo ed attacchiamo bottone.

interazione sociale

Le scimmie usano molto la comunicazione non verbale. Se non vogliamo parlare o fare il primo passo per intavolare una discussione, temendo di risultare banali, Leahy consiglia perciò di usare i gesti per entrare in contatto diretto con gli altri senza sbilanciarci. Annuire, sorridere, lanciare uno sguardo comprensivo in direzione di qualcuno, sfiorare la mano o la spalla sono tutti modi di entrare in contatto senza aprir bocca. Faranno capire agli altri che le nostre intenzioni sono amichevoli e probabilmente saranno loro a venirci incontro ed a intavolare una conversazione. A quel punto il ghiaccio sarà sciolto e sarà più facile fare due chiacchiere senza farsi prendere dall'ansia ed aprirsi anche con una persona appena conosciuta.

Foto | ePi.Longo; Lucy Boynton

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