Slow life, quattro passi a ritmo lento per vincere lo stress

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lumaca rallentare

Vincere lo stress negativo, quella tensione eccessiva che ci sfianca, rallentando. Facile a dirsi ma in un mondo in cui tutto va di corsa, dalle informazioni alle relazioni, procedere ad un andamento lento è un traguardo che può sembrare irraggiungibile. Qualche consiglio utile a ritagliarci un po’ di sana lentezza nello stress della vita quotidiana, tra lavoro e vita privata, ce lo elargisce Toni Bernhard, ex docente della University of California, autrice di How to Be Sick: A Buddhist-Inspired Guide for the Chronically Ill and their Caregivers.

Partiamo dalla gestione del tempo. Quanto tempo ci concediamo per portare a termine un lavoro o svolgere una commissione? Provate a pensarci un attimo e scoprirete che generalmente fissiamo un tempo insufficiente. Ad esempio, capita di destinare appena 30 minuti al pagamento di una bolletta quando poi impieghiamo almeno un’ora, nella migliore delle ipotesi. Questo ci fa sentire frustrati, come se il nostro tempo ci sfuggisse di mano e non riuscissimo a fare tutto. La Bernhard ci consiglia di raddoppiare il tempo stabilito per ogni attività. Quando siamo stressati, è una misura tanto semplice da attuare quanto estremamente utile per concederci una tregua. Ci aiuterà inoltre a fissare delle priorità, perché raddoppiando il tempo destinato a ciascun compito, saremo costretti a dimezzare la nostra agenda e molte cose da fare che ci sembravano indispensabili, perderanno d’importanza, lasciando emergere quelle davvero necessarie.

Passiamo ora alla gestione del nostro corpo. Per rallentare mentalmente dobbiamo rallentare anche fisicamente. I nostri movimenti, i nostri gesti, le nostre azioni devono essere meno concitate. Qualsiasi cosa stiamo facendo, dal navigare in Internet all’annaffiare le piante, soppesiamo ogni movimento, facciamola con calma, come se avessimo tutto il tempo davanti. Questo ci aiuterà non solo a rallentare ma anche a vivere il nostro tempo assaporando ogni momento. Inoltre, otterremo risultati migliori perché si sa che la fretta è nemica di un lavoro fatto bene. É meglio fare un lavoro bene che due mediocremente. Un motto buddista recita:

È meglio non fare nulla che essere occupati a non fare nulla.

slow life

Smettiamola di vivere in un perenne stato di allerta e di preoccuparci troppo. Questo è più difficile ma vediamo come possiamo riuscirci. Il nostro equilibrio si gioca tra il sistema nervoso simpatico ed il sistema nervoso parasimpatico. Il primo ci garantisce la tensione e la prontezza di reazione necessaria a difenderci dai pericoli, a sopravvivere, a produrre quanto ci viene richiesto.

relax Il parasimpatico, invece, si attiva quando viviamo uno stato di calma e rilassatezza. I due sistemi si autobilanciano. Questo significa che quando uno dei due è più attivo, l’altro lo è di meno. Ora immaginate cosa succede quando teniamo sempre acceso il simpatico. Viviamo in uno stato ansioso 24 su 24.

Dobbiamo invece equilibrare i due sistemi. Per allentare la pressione sul simpatico quando non è necessario che sia attivo, dobbiamo attivare il parasimpatico. Possiamo farlo in diversi modi:

  • tramite la respirazione, inspirando ed espirando a fondo, usando però il diaframma;
  • immaginandoci in un posto tranquillo ed al sicuro, ad esempio visualizzando una spiaggia, un panorama rilassante o perché no recandoci direttamente in un luogo tranquillo per ritagliarci qualche minuto di serenità;
  • passarsi le dita sulle labbra lentamente aiuta a stimolare il sistema parasimpatico perché le labbra sono ricche di fibre che lo attivano direttamente. Provateci, funziona immediatamente per calmarsi!

meditazione

Ora viene la parte più difficile del nostro percorso di rallentamento. Dire no all’osannatissimo multitasking. Sì, lo so che essere multitasking è vista come una qualità, ma se ci porta verso l’esaurimento nervoso e ad essere meno produttivi e non produce qualità, forse non è poi tutta questa grande cosa. Un detto del maestro Zen Seung Sahn recita:

Quando leggi, leggi soltanto. Quando mangi, mangia soltanto. Quando pensi, pensa soltanto.

Anche se non riusciamo a liberarci completamente dal fare più cose contemporaneamente, cerchiamo almeno di ridurle. Meglio fare due cose contemporaneamente di tre, per intenderci.

Alla prossima dalla redazione di Benessereblog ma… senza fretta!

Foto | LifeSupercharger; smlp.co.uk; twicepix; h.koppdelaney

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