Sindrome emolitico uremica in Puglia, latticini sotto accusa

I Nas hanno disposto la chiusura di un caseificio di Monopoli. Scagionate le angurie

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Le angurie non sono più i principali indiziati nelle indagini sui responsabili dei casi di sindrome emolitico uremica registrati in Puglia nelle scorse settimane. Ora ad essere sotto la lente di ingrandimento ci sono latte e latticini. Analisi di laboratorio condotte dalla Sezione Batteriologica di Putignano dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata hanno infatti rilevato la presenza del batterio responsabile dell'infezione, l'Escherichia coli, in una partita di cagliata proveniente dal caseificio De Leo di Monopoli, in provincia di Bari.

In seguito alla scoperta della contaminazione i Nas di Bari hanno disposto il sequestro di circa 8 tonnellate di alimenti tra burro, scamorze, ricotta, mozzarelle ed altri formaggi. Date, poi, le pessime condizioni igienico-sanitarie e strutturali rilevate nel corso delle ispezioni il nucleo dei Carabinieri, insieme al Servizio Veterniario Asl, ha ordinato anche la chiusura della struttura.

Fra i problemi riscontrati sono inclusi pavimenti scalfiti, intonaci e tinteggiature compromessi da infiltrazioni di acqua, mancanza di zanzariere, presenza di ruggine sulle porte delle celle frigorifere e su varie attrezzature e scarsa pulizia. Non solo, la struttura è risultata priva delle procedure di autocontrollo che permettono di risalire sia ai fornitori delle materie prime, sia ai clienti del caseificio.

Al momento le preoccupazioni principali riguardano i latticini già venduti. Gli ultimi casi registrati risalgono agli ultimi giorni di agosto, riguardano due bambini di Mola di Bari – centro non lontano da Monopoli - e, verosimilmente, sono stati scatenati dal consumo di prodotti contaminati nei giorni precedenti Ferragosto. Il problema potrebbe essere circoscritto al monopolitano: il caseificio in questione serve, infatti, una zona limitata a quest'area.

Via | Quotidiano sanità; BariLive.it

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