Il lutto può causare un attacco di cuore

deterioramento
Morire di crepacuore è possibile o almeno potrebbe accadere se consideriamo il dolore intenso causato dalla perdita di una persona cara. Secondo una ricerca riportata sul Journal of the American Heart Association il rischio di attacco di cuore può aumentare durante i giorni e le settimane dopo la morte di una persona cara.

Lo stress psicologico provocata dal dolore intenso può aumentare la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa e la coagulazione del sangue il ché aumenta le probabilità di un attacco cardiaco. In particolare all'inizio del processo di lutto, le persone possono avere meno sonno, meno appetito e livelli di cortisolo più elevati, che determinano l'aumento dei rischi di attacco cardiaco.

Lo studio è stato condotto su 1.985 adulti sopravvissuti ad un attacco di cuore ed ha mostrato che dopo la morte di una persona importante il rischio di attacco di cuore è 21 volte superiore al normale entro il primo giorno; quasi sei volte superiore al normale entro la prima settimana; diminuisce costantemente nel corso del primo mese.

Già una ricerca precedente aveva dimostrato che per i coniugi che subiscono un lutto aumenta, nel lungo termine, il rischio di morire per malattie cardiaca fino al 53% dei casi.

La ricerca è a mio avviso un ottimo spunto di riflessione per ricordarci che in casi spiacevoli è necessario offrire il nostro sostegno alla persona maggiormente coinvolta per prevenire tali incidenti, soprattutto all'inizio del processo di lutto. Allo stesso modo, la ricerca deve sensibilizzare anche i medici per essere consapevoli che in caso di lutto i rischi di attacchi di cuore sono molto più elevati del solito.Inoltre è bene ricordare che i sintomi di un attacco cardiaco includono: dolore al petto, dolore alla parte superiore del corpo o mal di stomaco, mancanza di respiro, sudore freddo improvviso, nausea e stordimento.

Via | American Heart Association
Foto | Flickr

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