Sindrome emolitico uremica in Puglia, sotto accusa angurie contaminate da Escherichia coli

Sotto controllo la situazione SEU nella regione pugliese, mentre continuano le analisi e si indaga sulle contaminazioni.

Il Ministero della Salute ha diramato in questi giorni un comunicato riguardante alcuni casi, 9 in tutto (8 bambini e 1 adulto), di sindrome emolitico uremica che si sono manifestati in Puglia nelle ultime due settimane. I controlli igienici sono cominciati a tappeto in tutta la Regione e l'assessore al Welfare Elena Gentile ha tenuto a precisare che il focolaio dell'infezione è piuttosto ristretto e la situazione molto tranquilla, se si esclude la giovanissima età dei pazienti colpiti ancora ricoverati in ospedale.

La SEU, Sindrome emolitico uremica, è un'infezione che viene dal batterio Escherichia Coli e si manifesta con vomito, diarrea, dolore addominale e sangue nelle feci. Si contrae mangiando cibi infetti ed è su questo che indagano gli esperti della Regione Puglia: su tutti i cibi "da strada" che possono essere stati contaminati dall'escherichia coli, quali angurie, meloni, e frutta non sufficientemente pulita; va inoltre prestata particolare attenzione al latte non pastorizzato e alle carni. Le linee guida raccomandano di disinfettare accuratamente anche i taglieri e i coltelli utilizzati, in modo da scongiurare il prosperare dell'infezione.

Un'allerta è stata diramata a tutti i reparti pediatrici d'Italia, con l'invito a segnalare se dovessero presentarsi casi di SEU che possano essere ricollegati a quelli riscontrati in Puglia. L'assessore Elena Gentile, nel comunicato, ha precisato ulteriormente che i controlli della regione Puglia in corso sono rigidissimi:

Stiamo monitorando l'intero territorio regionale. Con i prelievi e le campionature fatte una cosa la possiamo dire con assoluta certezza: escludiamo le acque delle zone balneari e balneabili dalle possibili fonti di contaminazione perché tutti i prelievi sono risultati negativi al coli-patogeno. Non c'è alcun pericolo da questo punto di vista. Aspettiamo ulteriori indagini ed in particolare le campionature degli allevamenti, delle aziende di trasformazione  e dei prodotti. Le fonti possibili sono tante. Questi bambini hanno consumato molto probabilmente anche "cibi da strada" (melone, anguria, granita, patatine, carne) ed è per questo che sollecito tutti ad utilizzare solo cibi controllati evitando qualsiasi "rischio alimentare" soprattutto nella fascia di età più suscettibile all'infezione (sino ai 4-5 anni)"

Via | Ecoblog, Repubblica

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