Io fumo solo in compagnia

fumare

Fumo solo in compagnia. Avete mai detto questa frase o l'avete sentita ripetere dai vostri amici e conoscenti? I social smokers, ne parlavamo su Benessereblog tempo fa, non sono esenti dai danni del fumo, malgrado fumino saltuariamente.

Ma quando possiamo definirci social smokers? Secondo Joseph DiFranza, ricercatore della University of Massachusetts Medical School, un social smoker fuma meno di cinque sigarette al giorno; non sente il bisogno di fumare ogni giorno; pensa di poter gestire il desiderio di accendersi una sigaretta.

I social smokers veri, ossia fumatori non abituali che si lasciano trascinare dalla funzione sociale della sigaretta, esistono ma sono davvero pochi. Per gli altri quella di fumare in compagnia diventa una pericolosa abitudine e, prima o poi, il rischio è di cedere alla tentazione anche quando si è da soli, cadendo nella trappola della dipendenza.

In realtà, anche se non fumiamo per giorni e giorni, spiega l'esperto, il nostro bisogno di nicotina continua a covare dentro di noi fino ad esplodere quando un amico ci offre una sigaretta. A cambiare sono semplicemente il tempo di resistenza e la miccia che fa scattare il desiderio.

Per DiFranza il primo segnale spia del passaggio da fumatori non abituali ad abituali è quando perdiamo l'ultimo briciolo di autonomia ed autocontrollo per chiedere a qualcuno di offrirci una sigaretta.

Inoltre, la distanza temporale tra una sigaretta e l'altra tenderà ad accorciarsi progressivamente. Se prima fumavamo solo ad una festa, inizieremo a fumare anche durante la pausa caffé, fuori dal ristorante quando vedremo gli altri fumatori uscire per soddisfare il loro vizietto anche al freddo e al gelo, insomma l'illusione di avere tutto sotto controllo svanirà.

Tutto perché il nostro cervello inizierà a diventare sempre più sensibile agli effetti della nicotina, fino a sentirne il bisogno. La nicotina, infatti, è coinvolta in un aumento della densità dei dendriti nel cervello, nelle aree cerebrali legate alle dipendenze.

Basta una sola sigaretta per far scattare questo meccanismo, soprattutto negli adolescenti. Dopo la loro prima sigaretta, spiega DiFranza, non passano che due giorni prima che avvertano il desiderio di accendersene un'altra.

Via | NCBI
Foto | Flickr

  • shares
  • Mail