Contare fino a dieci non serve per calmarsi, in compenso le addizioni...

fare le addizioni

Non so che effetto vi faccia contare fino a dieci quando cercate di calmarvi e di non aggredire verbalmente qualcuno, sopraffatti dalla rabbia. So per certo che su di me non funziona. Ho provato ad arrivare a venti ma niente, l'ira funesta era ancora lì, anzi ad ogni numero scandito sembrava rinnovarsi in vigore.

Questione di autocontrollo, direte voi. C'è da dire, però, che i numeri funzionano per calmarsi (ecco a cosa serviva la matematica, ora lo sappiamo!) e ad evitare di dire la cosa sbagliata. Per la serie applicazioni che giovano ai rapporti con gli altri, qualche tempo fa ho attivato il filtro anti-gaffe sulla casella e-mail.

L'ho fatto per gioco, non credevo sarebbe mai servito. In pratica di sera, sul tardi, quando la stanchezza ti offusca il cervello, prima di premere il tasto invio per inviare una mail, si è chiamati a risolvere alcune addizioni, più o meno complesse. La sottoscritta aveva impostato un livello di difficoltà elevato, convinta com'ero di non utilizzare mai questa funzione.

Quando scoccate le 23 ti ritrovi una richiesta assurda nella mail, impossibile da soddisfare, ecco i tuoi nervi scossi entrare all'opera, impossessarsi della tastiera per scrivere due o tre paroline dolci al mittente. Ad ostacolarli una sfilza di operazioni da risolvere prima di poter spedire la mail poco diplomatica.

Se poi sei anche negato in matematica, altro che il tempo di contare fino a dieci, i calcoli ti portano via qualche minuto ed il sistema giudica che non sei abbastanza lucido per inviare mail a quell'ora. Ci riprovi perché non ti è ancora passata. Fallisci di nuovo. Il tempo giusto per calmarti davvero, insomma. Non al punto da ringraziare la tua prof di matematica (sante addizioni!), ma insomma abbastanza calmi da dormirci su e rispondere con diplomazia il mattino seguente. E voi, come gestite la rabbia?

Foto | Flickr

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