Cervello dei musicisti, un concerto di empatia

empatia musicista

I musicisti ci emozionano per la loro capacità di sincronizzarsi ai movimenti, ai suoni ed al ritmo degli altri componenti del gruppo. Un'abilità che denota coordinazione, equilibrio e trasmette una sensazione di sintonia con il mondo.

Un recente studio, condotto da un'équipe di neuroscienziati italiani, ha scoperto che durante l'esecuzione di un concerto nel cervello dei musicisti si attivano due aree frontali legate all'empatia.

Empatia che è appunto la capacità di immedesimarsi e comprendere le emozioni, le intenzioni ed i comportamenti di chi ci circonda. Una dote che può essere molto utile per migliorare le relazioni interpersonali e sentirsi in pace con se stessi e con gli altri.

In questo processo sono coinvolti i neuroni specchio, capaci di potenziare le nostre capacità di interazione, rendendo possibile la coordinazione ai massimi livelli, proprio come avviene durante un concerto.

L'empatia ci permette di comprendere gli stati d'animo e l'umore degli altri, ma anche le loro azioni, le loro mosse successive. Nell'ambito del progetto europeo Brain Tuning, i ricercatori di diverse università ed istituti di ricerca italiani, hanno studiato il cervello dei musicisti avvalendosi di sofisticate apparecchiature di monitoraggio.

Come ha spiegato Claudio Babiloni, una delle firme dello studio, pubblicato sulle riviste di divulgazione scientifica Cortex e NeuroImage:

La metodologia che abbiamo sviluppato per studiare i meccanismi del cervello in concerto ci servirà per comprendere meglio gli effetti patologici delle malattie neurodegenerative e dell'ictus sulla comunicazione verbale e non verbale. Nel tempo potremo valutare più precisamente gli effetti della riabilitazione sui nostri pazienti e selezionare le procedure terapeutiche più efficaci.

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail