Sigarette elettroniche, la crociata salutista del sindaco di New York

Michael Bloomberg sembra essere intenzionato a considerare le sigarette elettroniche alla stessa stregua di quelle normali.

Non è solo nel nostro Paese che le sigarette elettroniche fanno notizia: negli Stati Uniti, precisamente a New York, il sindaco Michael Bloomberg si sta impegnando in una vera e propria crociata salutista antifumo, che oltre a vietare le normali sigarette nei parchi e sulle spiagge della costa newyorkese, si sta battendo perché anche le e-cig vengano equiparate alle normali sigarette di tabacco, in modo che siano regolamentate dalle stesse severissime leggi che disciplinano l'acquisto di tabacco nella città.

Apparentemente sono solo indiscrezioni riportate dalla stampa americana, ma a quanto pare i rumors e le lamentele stanno già crescendo: c'è chi dice che le regole che il sindaco vorrebbe imporre siano troppo restrittive e che considerare le sigarette elettroniche alla stregua di quelle normali sia un errore, anche perché, non contenendo tabacco, in teoria non sono equiparabili.

Michael Bloomberg si è distinto nell'amministrazione della città di New York per portare avanti sin dall'inizio del suo mandato una vera e propria crociata a favore della salute dei suoi cittadini: tra le molte iniziative, anche la proibizione di vendere bibite gassate extralarge e il tentativo, non ancora andato in porto, di innalzare l'età per l'acquisto delle sigarette di tabacco da 18 a 21 anni, portandole allo stesso limite di età degli alcolici e regolamentando la vendita attraverso multe severe e prezzi talmente alti da risultare quasi inaccessibili per i giovani (circa 10,50 dollari al pacchetto).

Tutto il mondo è paese, quindi? Anche in Italia le sigarette elettroniche sono oggetto di discussione: dopo la controversa tassa sulle sigarette elettroniche, che ha portato la tassazione al 58,5% del prezzo anche sui ricambi ed è stata particolarmente sgradita agli italiani, è stato di recente approvato il decreto legge del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che ne vieta l'utilizzo nelle sia all'interno che nelle aree esterne appartenenti alle scuole, come cortili e piazzali, oltre che la vendita ai ragazzi e alle ragazze minori di diciotto anni.

via | Lettera43

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