Le proprietà del maqui e i benefici per la salute

Originaria del Sud America, questa bacca è utilizzata da tempo nella medicina popolare. Oggi la ricerca sta iniziando a confermare le sue proprietà

maqui

Il maqui è una bacca originaria del Sud America, frutto della pianta Aristotelia chilensis. Utilizzata nella medicina popolare, che da moltissimo tempo ne sfrutta le proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, oggi è l'ingrediente di diversi integratori alimentari – polveri, capsule e bevande – facilmente acquistabili su internet. Di loro si dice che aiutino a contrastare l'artrite e i problemi di colesterolo alto, a dimagrire, a contrastare l'invecchiamento, a favorire la detossificazione e a stimolare il sistema immunitario. Inoltre sembra che il maqui svolga un'azione protettiva contro alcuni tumori (come quello al colon) e diverse malattie associate all'infiammazione (come il diabete e i disturbi cardiovascolari).

Ma si tratta di benefici reali? E quelli a base di maqui possono essere considerati prodotti sicuri?

La scienza ha tentato in diverse occasioni di dare una risposta a queste domande. Quello che è stato scoperto è che il maqui contiene antocianine, dei potenti antiossidanti. Da questo punto di vista sono numerosissime le ricerche che hanno portato ad attribuire a queste molecole diversi benefici per la salute, inclusi l'aumento delle difese dell'organismo contro la pressione e il colesterolo alti, l'azione antitumorale, la capacità di combattere l'obesità e quella di migliorare la salute del cuore.

Per quanto riguarda più nello specifico il maqui, uno studio pubblicato sul Journal of Agricultural and Food Chemistry, condotto su cellule umane, ha dimostrato che l'estratto di Maqui aiuta a ridurre i livelli di colesterolo cattivo, a combattere lo stress ossidativo e a prevenire l'aterosclerosi. Un'altra ricerca, pubblicata dal Journal of Pharmacy and Pharmacology, ne ha invece confermato i benefici in termini di riduzione del dolore e dell'infiammazione e l'attività antiossidante. Ma c'è di più: un più recente studio pubblicato sul Journal of Alzheimer's Disease ha svelato che un estratto di maqui ricco di polifenoli svolge una potente azione neuroprotettiva interagendo direttamente con gli aggregati di proteina beta-amiloide che si accumulano nel tessuto nervoso di chi soffre di questa malattia, rendendoli meno tossici.

Non ci sono, invece, molti dati sulla possibile tossicità degli integratori a base di maqui. La scelta migliore resta sempre quella di consultarsi con il proprio medico prima di iniziare ad assumerli.

Via | About.com; Journal of Pharmacy and Pharmacology; Journal of Alzheimer's Disease
Foto | da Flickr di Constanza.CH

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