E' vero che i broccoli rallentano il metabolismo? Gli effetti sulla tiroide

I goitrogeni presenti in questo ortaggio e in altri cibi possono interferire con la produzione degli ormoni tiroidei, ma solo alcune persone sono a rischio. Vediamo chi

broccoli tiroide

I broccoli sono una vera e propria miniera d'oro per la salute: ricchi di sali minerali, vitamine e fibre, nascondono al loro interno una molecola, il sulforafano, che secondo diversi studi esercita un'azione protettiva nei confronti dell'organismo, contrastando l'insorgenza di alcune forme tumorali e l'infiammazione delle vie aeree superiori. Non solo, i broccoli contrastano la ritenzione idrica, aiutano l'organismo a disintossicarsi e sono un efficace aiuto contro i sintomi della sindrome premestruale.

Quando, però, si parla di metabolismo può sorgere un dubbio: questi ortaggi, il cui consumo è sconsigliato a chi soffre di ipotiroidismo, possono rallentare le reazioni metaboliche anche in chi non a che fare con problemi alla tiroide?

In effetti fra le molecole presenti all'interno dei broccoli ci sono anche i cosiddetti goitrogeni, sostanze che interferendo con il metabolismo dello iodio possono inibire l'attività della tiroide, rallentando la produzione di ormoni. Se il livello di questi ultimi è cronicamente basso si va incontro ad un'iperattività della tiroide, che si ingrossa scatenando i sintomi tipici dell'ipertiroidismo, aumento di peso incluso.

Tuttavia, se non si soffre di problemi alla tiroide e i livelli di iodio introdotti con l'alimentazione sono sufficienti non si corre nessun rischio né mangiando broccoli, né consumando altri alimenti contenenti goitrogeni, come la soia, gli spinaci, cavolo e cavolfiore, i cavolini di Bruxelles, le arachidi e le fragole.

Come spiegato da David Katz, direttore del Prevention Research Center dell'Università di Yale (New Haven, Connecticut)

assumete abbastanza iodio con l'alimentazione – cosa che molti di noi fanno grazie al sale iodato – e i goitrogeni non avranno nessun effetto rilevabile.

Diverso è il caso di chi soffre di ipotiroidismo, più sensibile agli effetti di queste molecole. Tuttavia, se si ha a che fare con questo disturbo non è sufficiente eliminare questi alimenti dalla propria dieta ed è indispensabile chiedere consiglio ad un medico per sapere come affrontare al meglio la propria condizione.

Via | Cure-naturali; O, The Oprah Magazine; LiveStrong

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