La paura della morte non può ucciderci, ma può salvarci

paura della morte

L'essere umano è l'unico pienamente cosciente della sua mortalità. Questa consapevolezza porta molte persone a vivere nel terrore perenne che ogni giorno sia l'ultimo. Altri invece semplicemente non ci pensano, l'idea che un giorno non esisteranno più non li sfiora minimamente, se non quando la morte li interessa da vicino. A quel punto la paura, assolutamente naturale, di morire, a lungo negata e soffocata, riaffiora con tutta la sua violenza, generando ansia, allarmismo ingiustificato e non di rado ipocondria e somatizzazione delle proprie paure.

La paura di morire, ad esempio, è all'origine della cardiofobia. Quando crediamo che il nostro cuore non funzioni bene e l'agitazione non fa altro che accelerarne il ritmo, generando palpitazioni, respiro affannoso ed attacchi di panico. La nostra mente, dominata dalla paura fuori controllo, acquista un potere evocativo smisurato e ci prospettiamo gli scenari peggiori, vivendo male a causa dell'angoscia che ci provoca sapere di avere i giorni contati.

Siamo così legati all'esistenza del nostro "io" che quando avvertiamo un pericolo, anche fittizio, facciamo di tutto per difenderci, istintivamente, studiando una strategia dopo l'altra per restare aggrappati alla vita, anche quando non è affatto a rischio. Come possiamo capovolgere questo istinto innato all'autodifesa a nostro favore, per non farci travolgere dall'ansia?

Una strategia utile la propone lo psichiatra della Stanford University Irvin Yalom, autore di Staring at the sun: overcoming the terror of death. Ignorare la nostra mortalità o al contrario lasciarsi terrorizzare dal pensiero della morte, non sono le uniche strade possibili per fronteggiare questa paura. Una terza alternativa è considerare in maniera diversa la morte. La morte in sé può distruggerci è vero, ma l'idea della morte può salvarci.

Come? La consapevolezza del nostro essere mortali può aiutarci a prenderci cura di noi stessi, a soddisfare i nostri reali bisogni, smettendola di perdere tempo e portando avanti al contrario un percorso personale di felicità, benessere, equilibrio psicofisico. L'idea della morte può spingerci a fissare le nostre priorità, a capire quali sono le persone e le cose che contano per noi.

Senza contare che non sentirsi immortali è utile a liberarsi dalle dipendenze, a mangiare sano, a svolgere attività fisica con regolarità, tutte quelle cose che se non ci salveranno dalla fine, inevitabile, ci aiuteranno a vivere più a lungo e meglio ed a raggiungere i nostri obiettivi. Allontanando il momento della morte, ci sentiremo forti, sani ed il pensiero ossessivo della fine ci abbandonerà spontaneamente.

Foto | Flickr

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