Trimetilaminuria o sindrome da odore di pesce: cause, sintomi e dieta da seguire

Trimetilaminuria o sindrome da odore di pesce: di cosa si tratta e qual è il trattamento più idoneo per questa patologia?

sindrome da odore di pesce

Avete mai sentito parlare della Trimetilaminuria o sindrome da odore di pesce? Si tratta di una malattia rara senza dubbio piuttosto particolare, una malattia che – come si intuisce dal suo nome – fa si che, chi ne è affetto, emani un forte odore di pesce marcio. La malattia è purtroppo ancora oggi incurabile, e si suppone colpisca sin dalla nascita, anche se le manifestazioni evidenti sono registrate a partire dalla fase dello svezzamento.

Ma quale sarà la causa di questa particolare patologia? All’origine della Trimetilaminuria vi è una disfunzione del metabolismo che provoca un difetto nella produzione dell'enzima flavina monoossigenasi, che a sua volta provoca una difficoltà, da parte del corpo, di degradare la trimetilammina(TMA), che si accumula quindi nell’organismo e viene rilasciata mediante la sudorazione, il respiro o l’urina, che assumono quindi un fastidioso e pungente odore di pesce marcio.

Il disturbo diventa più evidente dopo che il soggetto ha praticato attività sportiva, in situazioni di particolare stress, in concomitanza con i cambiamenti climatici e con il ciclo mestruale nella donna.

Come dicevo, al momento non esiste una cura per questa malattia, che dovrà essere identificata dal medico specialista, il quale – nella sua valutazione – dovrà escludere naturalmente tutte le altre possibili cause del cattivo odore, dalla scarsa igiene personale a fattori ambientali, fino alle malattie croniche epatiche o renali e così via.

Le persone affette da questa patologia necessitano senza dubbio di un sostegno psicologico, poiché tendono generalmente ad allontanarsi dalla vita sociale, soffrono di depressione ed hanno tendenze suicide.

Tenere sotto controllo il problema è, in linea di massima, possibile, mediante una dieta prevalentemente vegetariana, dalla quale andranno quindi esclusi alimenti come il pesce. Il soggetto dovrebbe inoltre evitare piselli, fegato, uova, soia e fagioli. Per quanto concerne l’igiene personale, è consigliabile l’utilizzo di saponi con pH 5.5-6.5, e di deodoranti e antitraspiranti. Il medico potrebbe consigliare anche l’assunzione di antibiotici o di lattulosio.

via | ItaliaSalute
Foto | da Pinterest di Gillian Donn

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