Metodo Stamina, l'appello degli scienziati e di Vannoni alla trasparenza

Continuano le schermaglie tra la comunità scientifica e il presidente di Stamina Foundation

Metodo Stamina

Si chiamano Andrea Ballabio, Paolo Bianco, Andrea Biondi, Elena Cattaneo, Daniele Condorelli, Giulio Cossu, Michele De Luca, Pier Paolo Di Fiore, Fabio Facchetti, Luigi Frati, Silvio Garattini, Martino Introna, Luigi Notarangelo, Piergiuseppe Pelicci, Graziella Pellegrini, Vincenzo Perciavalle, Alessandro Rambaldi, Carlo Alberto Redi, Ferdinando Rossi e Fulvia Sinatra. Sono i venti scienziati che hanno firmato la lettera aperta al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin pubblicata ieri dal quotidiano La Stampa in cui viene chiesta la massima trasparenza sul metodo Stamina, in particolare sui protocolli consegnati da Davide Vannoni lo scorso primo agosto all'Istituto Superiore di Sanità.

Chiediamo che il protocollo di isolamento, coltura, differenziamento e inoculo di cellule consegnato da Davide Vannoni all’Istituto superiore di sanità sia reso pubblico integralmente. Non esiste infatti ragione di segretezza.

Vorremmo sapere se il protocollo consegnato all’Iss coincide con quel metodo Stamina già nel dominio pubblico (domande di brevetto, dichiarazioni).

Altri hanno fornito al pubblico l’evidenza che il ‘metodo Stamina’, tenuto segreto al pubblico, ma praticato in ospedali pubblici, sia gravato da frodi e da plagi. Il Governo deve chiarezza. Deve alla comunità scientifica chiarezza e rispetto. Deve ai pazienti chiarezza, rispetto e tutela della salute.

Gli scienziati si sono però spinti ben oltre, paventando l'ipotesi che il metodo possa essere "proprietà intellettuale o commerciale di altri" e che non corrisponda a "quanto praticato ai pazienti in precedenza".

La sperimentazione del ‘metodo Stamina’

si legge nella lettera

è promossa per legge e finanziata dallo Stato come conseguenza di circostanze eccezionali di disinformazione di massa e compromissione dell’ordine pubblico; è condotta allo scopo di rendere noto al pubblico in che cosa consista e che effetti abbia un ‘metodo’ tenuto segreto e tuttavia incredibilmente praticato in ospedali pubblici, e presentato al pubblico con amplissima risonanza. Non esiste regione di segretezza.

Vannoni, come sembra ormai essere sua abitudine, ha controbattuto alla missiva dalla sua pagina Facebook, dove ha definito i suoi firmatari

venti scienziati italiani che si occupano di cellule staminali e di farmaci, con enormi conflitti di interesse, in quanto alcuni hanno già in tasca decine di milioni di euro pubblici e privati per fare ricerca preclinica per i prossimi 10 anni, altri sperano solo di ottenerli, almeno gli spiccioli che avanzeranno i primi.

Insomma prima dicevano che la metodica non esisteva, nonostante le pubblicazioni dei biologi Russi, nonostante la domanda di brevetto accusata di aver riportato due fotografie prese da articoli di tali biologi ex collaboratori di Stamina, adesso che è stata consegnata al vaglio di un comitato scientifico in cui oltre la metà dei membri ha evidenti conflitti di interesse, la vogliono anche loro, la bramano e la desiderano più delle loro stesse vacanze. Si ergono come controllori della sicurezza dei pazienti al di sopra dell'Istituto Superiore di Sanità, dell'Agenzia Italiana del Farmaco del Centro Nazionale Trapianti e del Ministero della Sanità

prosegue Vannoni, che conclude definendo i suoi oppositori

professori onnipotenti

che meriterebbero

che tutti noi facessimo una colletta e gli pagassimo un periodo di riposo, lontano dai tanto agognati riflettori; magari questi deliri potrebbero almeno attenuarsi a vantaggio di tutti e di una sperimentazione già compromessa dalla pochissima trasparenza. Trasparenza della quale, evidentemente, non si fidano neppure questi scienziati, altrimenti dovrebbero fare ciò che lo Stato gli ha chiesto: andarsene in vacanza o fare gli spettatori come tutti gli altri, Stamina compresa, purtroppo.

A quanto pare, quindi, per ora i pazienti devono accontentarsi di godersi le schermaglie tra una parte che chiede trasparenza e l'altra che chiede altrettanta trasparenza senza che nessuno ceda di un passo per rendere davvero trasparente la faccenda.

Via | Il fatto quotidiano; Facebook

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