Cos'è il virus West Nile, i sintomi, come si contrae e come evitare il contagio

E' trasportato dalle zanzare e si trova anche in Italia e in genere non è pericoloso per la sopravvivenza. Ecco l'identikit del microbo della febbre del Nilo occidentale

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Il virus West Nile è un microrganismo trasmesso dalla puntura di zanzare diventate portatrici dopo aver punto degli uccelli infetti che può portare allo sviluppo della cosiddetta febbre del Nilo occidentale. Originario dell'Africa – della zona, appunto, del Nilo occidentale – è endemico anche in Italia, dove in questi giorni è tornato a far parlare di sé dopo l'individuazione di alcune zanzare portatrici in Pianura Padana, in particolare nel modenese.

Sono pochissimi i casi in cui la trasmissione di questo virus non è passata attraverso la puntura di una zanzara, ma attraverso trapianti e trasfusioni, durante la gravidanza o l'allattamento. Alcuni di questi rari casi non sono stati confermati e, in ogni caso, i controlli cui sono sottoposti organi e sangue donati dovrebbero escludere ogni possibilità di contagio.

Dopo la puntura dell'insetto portatore sono necessari dai 3 ai 14 giorni perché compaiano eventuali sintomi. In effetti nella maggior parte dei casi l'infezione non si manifesta con nessun problema. Nel 20% dei casi, invece, si sviluppa una condizione detta febbre del Nilo Occidentale, i cui sintomi includono aumento della temperatura corporea, mal di testa, dolori al corpo, affaticamento, mal di schiena e, più raramente, eruzioni cutanee, ingrossamento dei linfonodi e dolore agli occhi. In meno dell'1% dei casi, invece, il virus West Nile può causare gravi infezioni del tessuto nervoso, come encefaliti, meningoencefaliti, meningiti, poliomielite e paralisi flaccida acuta. In questi casi i sintomi includono febbre alta, forti mal di testa, rigidità del collo, disorientamento o confusione, torpore o coma, tremori o scatti muscolari, perdita delle capacità di coordinazione, convulsioni, dolore e paralisi parziale o un'improvvisa debolezza muscolare.

Ad essere più a rischio di infezione sono le persone al di sopra dei 50 anni d'età e chi ha il sistema immunitario debole, ad esempio perché sta assumendo farmaci antirigetto.

Come evitare il contagio

Il modo migliore per prevenire l'infezione è evitare di essere punti e limitare le possibilità di riproduzione delle zanzare.

Per raggiungere il primo di questi obiettivi è sufficiente utilizzare repellenti antizanzare ed evitare di frequentare luoghi infestati dalle zanzare nei momenti in cui sono più presenti, come l'alba, il tramonto e il primo pomeriggio. Meglio, poi, indossare maglie e pantaloni con maniche e gambe lunghe.

Per evitare, invece, che le zanzare si riproducano è bene evitare che si formino ristagni d'acqua in giardino o in contenitori vari, pulire le grondaie, svuotare le piscine quando non vengono utilizzate e cambiare almeno una volta alla settimana l'acqua negli abbeveratoi per uccelli.

Cosa fare alla comparsa dei sintomi

In genere i sintomi di un'infezione lieve durano pochi giorni e scompaiono da soli. Al massimo può essere necessario assumere antidolorifici per contrastare il mal di testa e i dolori muscolari.

In caso di sintomi più gravi è invece indispensabile rivolgersi al medico, che potrà prescrivere opportune analisi per confermare la presenza del virus.

Via | Mayo Clinic

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