La verità è che non sei felice abbastanza

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Tutta la verità sulla felicità forse non la sapremo mai. Una misteriosa alchimia di benessere, serenità ed equilibrio psicofisico che svanisce non appena ci sforziamo di trattenerla o la inseguiamo ossessivamente. Alcune grandi verità sulla felicità ce le offre Gretchen Rubin, autrice di The Happiness Project che è anche il nome del suo blog, molto seguito negli States.

La Rubin ha speso un anno intero della sua vita facendo tutto quello che la rendeva davvero felice: ascoltare musica, leggere i classici greci e latini, chiedere aiuto quando era in difficoltà mettendo da parte l'orgoglio, divertirsi di più e studiare da vicino la felicità, leggendo saggi e manuali dedicati ma soprattutto sperimentandola sulla propria pelle.

Da questa esperienza ha tratto tante piccole lezioni, decine di modi per essere più felici senza grandi sforzi o forzature, e diverse grandi verità. La verità più grande è che non siamo felici abbastanza, perché dedichiamo troppo poco tempo a renderci felici, impegnandoci di rado in attività divertenti, trascurando l'importanza di circondarci di persone positive e cadendo spesso nel vittimismo.

Per essere felici, scrive la Rubin, dobbiamo considerare anche le emozioni e gli eventi negativi nella giusta ottica: come opportunità di crescita e miglioramento personale piuttosto che come pesanti macigni che ci buttano giù. Il dolore, i problemi del quotidiano non sono inconvenienti o imprevisti, sono parte integrante del percorso, ci fanno sentire vivi. Anche se questa sensazione a volte fa male, è nelle difficoltà, recita un motto latino, che si nasconde la via delle stelle. Non sentiamoci giù di morale ogni volta che qualcosa non va per il verso giusto, a volte è proprio così che deve andare. Prendiamola come una sfida a superarci ed a migliorare, tirando fuori risorse che non credevamo di avere e che certamente non sarebbero emerse se non si fossero presentati ostacoli sul nostro cammino.

Il secondo passo per vivere meglio è rendere felici gli altri. Per farlo a volte dobbiamo imparare a dire di no, perché la felicità è un circolo vizioso ed è altamente contagiosa. Non riusciremo mai a far felice qualcuno se siamo infelici. Iniziamo dunque con il far felici noi stessi. Se vogliamo dare una mano anche agli altri non è con un sorriso falso e la morte nel cuore che ci riusciremo.

Gestire meglio il nostro tempo. Gli anni volano ma una giornata è lunga. Dedichiamo una o due ore al giorno ad attività positive che ci fanno sorridere e ci gratificano. Prendiamo una sorta di appuntamento con la felicità.

Il pensiero positivo è un'altra chiave che potrebbe spalancarci le porte della felicità. Se continuiamo a ritenerci sfortunati ed infelici finiremo con esserlo. Viceversa, immaginarsi e ritenersi soddisfatti della propria vita, malgrado i mille problemi quotidiani, ci restituirà la calma ed il sorriso.

Si può essere felici solo ascoltandosi e decidendo autonomamente che direzione deve prendere la nostra vita. Sfuggiamo ai luoghi comuni, alle convenzioni, agli stereotipi, alle etichette che ci appioppano gli altri ed al così deve andare perché è sempre stato così. Se nessuno si perde, chi troverà nuove strade?

Non possiamo cambiare gli altri. Questo mi sembra un punto cruciale. Spesso impieghiamo molto tempo a trasformare gli altri nelle persone che vorremmo che fossero. Tempo perso. La Rubin ci rammenta che l'unica persona che possiamo davvero cambiare ce la troviamo ogni mattina davanti allo specchio. Un vecchio adagio cinese recita:

Se vuoi cambiare il mondo devi iniziare dal tuo Paese. Se vuoi cambiare il tuo Paese devi iniziare dal tuo villaggio. Se vuoi cambiare il tuo villaggio devi iniziare dalla tua casa. Se vuoi cambiare la tua casa devi iniziare da te stesso.

Foto | Flickr

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