E se fosse dipendenza da cibo?

Dipendenza da ciboPerdere il controllo con il cibo è facile ed è un fattore comune a molti disordini alimentari, dalla bulimia grave alle forme più moderate di binge eating. La perdita di controllo potrebbe essere una forma di dipendenza paragonabile a quella per la droga, secondo numerose evidenze scientifiche; non tutti i cibi creano dipendenza ma solo gli alimenti molto appetibili con alti contenuti di grassi e zucchero per i quali il potenziale di dipendenza sarebbe legato al modo in cui si consumano e vengono presentati più che al loro contenuto in sé.

La dipendenza compulsiva può verificarsi per una determinata sostanza o per un'abitudine e articoli scientifici accreditati hanno identificato molte somiglianza nelle risposte cerebrali al cibo e alle sostanze che creano dipendenza (come nicotina ed eroina) sia negli esseri umani che nei ratti. Ad esempio uno studio ha scoperto che il desiderio di cibo stimola le stesse aree del cervello responsabili del desiderio di droga; nei ratti è stato dimostrato che evitare una dieta ricca di grassi provoca reazioni neurochimiche equivalenti a quelle che avvengono quando si interrompe il consumo di droga; un altro studio ha dimostrato che nei ratti, rimpinzarsi di zucchero può causare cambiamenti neuronali e comportamentali simili a quelli causati dal consumo di droghe. Tuttavia sono molte le domante ancora senza risposta ed il perché le persone perdono il controllo sulle loro abitudini alimentari richiede ulteriori ricerche. Questo approccio potrebbe però aprire la strada per portare avanti la ricerca sulla gestione clinica del sovrappeso, almeno per i pazienti obesi con rischi sanitari più elevati o persone affette da disturbi da abbuffate molto gravi.

Nel frattempo, se il disturbo è lieve possiamo iniziare a riprendere il controllo del cibo come accade nel trattamento di qualsiasi sostanza che crea dipendenza. Come si fa?

Smettiamo di mangiare senza cervello: ad esempio è vietato mangiare davanti alla TV o spizzicare continuamente nei buffet delle feste perché mangiare senza pensare spesso porta ad esagerare. Secondo consiglio, facciamo pasti ponendo attenzione solo al cibo. Disabituiamo gradualmente il palato al sale, allo zucchero ed ai grassi: la prima settimana riduciamo le quantità di zucchero nel caffè ad un cucchiaino, la settimana successiva mettiamone metà porzione fino a riuscire a berlo nero. Cerchiamo quindi un supporto emotivo: ogni dipendenza è una cosa difficile da affrontare e necessita dell'aiuto di un professionista. Infine, valutiamo attentamente quali sono i fattori di stress nella nostra vita per non ignorarli; per interrompere una dipendenza è necessario imparare a trattare con le voglie e secondo un recente studio di Penn State, le voglie possono effettivamente moltiplicarsi e provocare una ricaduta se il tossicodipendente ignora lo stress ed i desideri si moltiplicano nelle giornate stressanti.

Via | The Journal of Nutrition

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