Complimenti per la timidezza!

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timidezza

L’etichetta di timido viene appioppata sin dall’infanzia, spesso con accezione negativa, ai bambini più introversi e maggiormente a disagio in situazioni nuove. Eppure la timidezza non è affatto un difetto. Ne parla Barbara Markway, psicologa americana, autrice di Painfully shy: how to overcome social anxiety and reclaim your life.

La Markway affronta proprio il ruolo cruciale dei genitori nella visione, più o meno positiva, che un bambino ha del suo carattere e spiega cosa fare, o meglio cosa non fare, per affrontare la questione.

Spesso si tende a guardare alla timidezza pieni di pregiudizi. In una società che osanna l’estroversione ad ogni costo, chi ha una personalità riservata e discreta viene facilmente etichettato come asociale. Se i bambini più vivaci e socievoli verranno continuamente lodati per la loro bella personalità, nessuno si sognerebbe mai di complimentarsi con un bambino perché è riservato e tranquillo.

Al contrario, spesso si tende ad aggredirlo, chiedendogli di tirare fuori il carattere, di aprirsi di più al mondo, di vincere la diffidenza e l’imbarazzo, magari sottovalutando che il suo carattere lo ha già tirato fuori e la timidezza ne è un tratto fondamentale, non un elemento da estirpare ad ogni costo.

Se la timidezza non diventa limitante nelle relazioni interpersonali o nella vita professionale non rappresenta un problema. Ecco perché i genitori, secondo quanto afferma la Markway, dovrebbero proteggere il bambino dalle etichette che gli affibbiano suo malgrado gli altri. Per farlo devono guardarlo con occhi diversi, consapevoli che essere timidi non è una tara. In questo modo anche il bambino crescerà convinto di non avere niente che non va: la timidezza non è una malattia.

La Markway fa un esempio pratico per chiarire il concetto. Situazione tipo: la famiglia incontra dei conoscenti che rivolgono delle domande al bambino. Lui puntualmente non risponde, perché non ama parlare con gli estranei. A seguire, solitamente, frasi del genere: “Come è timido questo bambino! Perché si vergogna? et similia. A questo punto i genitori possono confermare la visione che due persone qualunque hanno di loro figlio, rincarando la dose, oppure, scelta consigliata, rispondere con frasi del genere: “Aspettate di conoscerlo meglio e vedrete quanto ha da dire!”

Piuttosto che ricordare al bambino che è timido o che non riesce a farsi nuovi amici in fretta come fosse un orribile difetto, inoltre, bisogna rivolgersi a lui con frasi più soft e positive quali:

  1. Sei loquace con le persone che conosci bene.
  2. Impieghi un po’ di tempo ad entrare in confidenza con persone nuove.
  3. Sei un tipo riflessivo, ci pensi bene prima di lanciarti in esperienze nuove.

La Markway chiude con una splendida citazione tratta da un libro di Katherine Kersey, In The Art of Sensitive Parenting:

I bambini vengono al mondo senza sapere chi sono. Imparano a conoscersi attraverso lo sguardo delle persone che li circondano.

Facciamo in modo che questo sguardo non sia sprezzante e pieno di stereotipi.

Foto | Flickr

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  • nickname Commento numero 1 su Complimenti per la timidezza!

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    Complementi per il blog e anche complementi per l'interessante articolo. Mi son sentita un po' identificata perché appunto mi ritengo molto timida. Grazie per aver condiviso con noi informazioni così singolare. Complementi ancora! Scritto il Date —