Cos'è la leucemia promielocitica acuta e qual è la terapia migliore

La leucemia promielocitica acuta è un sottotipo di leucemia acuta mieloide o LAM, con particolarità che rendono questa malattia una patologia a se stante. Tra tutte le forme di LAM rappresenta il 5-15% del totale.

leucemia promielocitica acuta

La leucemia promielocitica acuta è un particolare tipo di leucemia acuta mieloide: l'età media dei pazienti che ne vengono colpiti è di 35-40 anni ed è caratterizzata dalla comparsa di una grave sintomatologia emorragica, causata da un numero molto ridotto di piastrine e da una alterazione del meccanismo coagulativo.

Proprio questo ultimo fattore rende la patologia molto pericolosa: il rischio di emorragie maggiori, come quelle cerebrali, che possono essere fatali è molto alto. Per questo motivo, non appena viene diagnosticata la leucemia promielocitica acuta bisogna trattare il paziente con un'adeguata terapia di supporto volta a limitare i danni di eventuali emorragie, con trasfusione di concentrati piastrinici, di plasma fresco congelato, di emoderivati.

Bisogna anche iniziare il prima possibile la terapia specifica e adeguata a questo tipo di leucemia.

La leucemia promielocitica acuta si può curare associando sessioni di chemioterapia convenzionale all'acido retinoico, durante le fasi di trattamento. Lo schema di trattamento AIDA prevede terapia di induzione con acido retinoico e idrarubicina, mentre la terapia di consolidamento utilizza sempre tre cicli di chemiterapia e di acido retinoico.

Nel caso di recidiva, un farmaco che si è rivelato utile, invece, è il triossido di arsenico, mentre i pazienti con recidiva possono beneficiare, una volta ottenuta nuovamente la remissione completa, di trattamenti di consolidamento con trapianto di cellule staminali emopoietiche.

Via | Ail

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