Il potere della nostalgia

nostalgyL’etimologia del termine dice già molto: nostalgia viene dal greco ed è una parola composta da nostos, ritorno, e algos, dolore. Ci siamo accorti tutti, prima o dopo, di quanto qualcosa che davano per scontato o addirittura per noioso susciti in noi un inevitabile moto di nostalgia, appunto, quando finiamo per varie vicende per allontanarci da certe abitudini, certi riti. Ci fornisce lo spunto di riflessione un articolo della Cnn che si riferisce al giorno del Ringraziamento americano.

Ripetere per anni una routine prestabilita, scandita dalla festa e da tutti i riti legati alla famiglia ci rende affezionati persino alle cose che inevitabilmente qualche volta vanno storte. Persino le disavventure, con il tempo, ci diventano care se legate a qualcosa che ci scalda il cuore con il suo caro ricordo. Secondo uno studio scientifico il passato rende il presente ricco di significato e ci accorgiamo riflettendoci appena un momento che è proprio così. È il sedimentarsi di numerose memorie legate ad un particolare giorno che crea il significato di quel giorno preciso.

La nostalgia, spiegano gli esperti, è un fattore sociale. Da una parte crea valore personale, ci fa sentire cosa è davvero importante per noi; dall’altra i ricordi nostalgici sono sempre legati agli altri, alla nostra interazione con loro. Sono i dettagli, i gesti delle persone a restarci impressi nella memoria, più ancora delle persone stesse e delle cose. Spesso i ricordi sono legati anche a odori e sapori. Lo diceva anche Proust, magistralmente.

Foto | Flickr

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