Sindrome premestruale: trattamento e prevenzione

Sindrome premestruale: trattamento e prevenzione
Uno stile di vita sano è il primo passo per la gestione del disturbo. Per molte donne con sintomi lievi, i cambiamenti nelle stile di vita sono sufficienti per trattare i sintomi.
Il regolare esercizio aerobico per tutto il mese può contribuire a ridurre la gravità dei sintomi della sindrome premestruale.

Una dieta povera di sale, con pochi zuccheri semplici, caffeina e alcool, può essere un consiglio da seguire.
Bere molti liquidi (acqua o succo di frutta e non bibite o altre bevande con caffeina) aiuta a ridurre il gonfiore, la ritenzione idrica, e altri sintomi.
Mangiare piccoli pasti frequentemente. Evitando di far trascorrere più di 3 ore tra gli spuntini, permetterà di evitare di mangiare troppo.
Gli integratori alimentari dietro consiglio del medico possono dare un supporto: la vitamina B6, calcio e magnesio sono quelli più comunemente usati.
Anche il triptofano, che si trova nei latticini, può essere utile nella gestione del disturbo.

Se il problema è la difficoltà a dormire, meglio provare a cambiare le abitudini piuttosto che assumere da subito farmaci per l'insonnia.
Se si hanno forti dolori, tra cui mal di testa, mal di schiena, crampi mestruali, e forte tensione del seno, l'aspirina, ibuprofene e altri farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) possono essere utili, se utilizzati dietro consiglio medico.

In ogni caso, il regolare esercizio fisico accompagnato da una dieta bilanciata (con un aumento cereali integrali, verdure, frutta, e una diminuzione o senza sale, zucchero, alcol e caffeina) può rivelarsi utile anche per prevenire la comparsa dei sintomi da sindrome premestruale o per impedirne il peggioramento.
Durante il ciclo mestruale potrebbe essere importante dormire in momenti diversi della giornata: il corpo potrebbe averne bisogno.

La pillola anticoncezionale può aumentare o diminuire i sintomi della sindrome premestruale. Il ricorso agli antidepressivi o gli ansiolitici deve avvenire solo nei casi più gravi dove l’auto-trattamento o la prevenzione, le terapie comportamentali, o alternative (come la terapia della luce) non hanno dato alcun giovamento. In tal caso meglio contattare lo specialista in particolare se i sintomi sono così gravi che limitano le capacità funzionali.

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