Ambliopia e patente: il punto della situazione

Come regolarsi con il conseguimento della patente in caso di occhio pigro: la legislazione e gli accertamenti da fare.

L'ambliopia è conosciuta anche come sindrome dell'occhio pigro e tende a colpire soggetti in giovanissima età, sin dall'infanzia: si tratta di un disturbo della vista che riguarda solitamente un solo occhio, che si "impigrisce" a causa di una stimolazione inappropriata dei nervi che collegano l’occhio al cervello; in questo modo il cervello tende a preferire un'occhio rispetto all’altro, provocando il disturbo della vista.

L'ambliopia si cura sin dalla giovane età con occhiali da vista, il bendaggio e l'uso di colliri a base di atropina (principio attivo della belladonna) che offuschino la vista dell'occhio sano in modo da stimolare le terminazioni nervose di quello pigro alla visione; nei casi più estremi, un intervento chirurgico può risolvere definitivamente il disturbo, specialmente nei casi in cui siano presenti anche altri disturbi visivi come strabismo e cataratte. Sono stati anche ottenuti, in alcuni studi, buoni risultati dall'utilizzo di videogiochi che stimolino il nervo ottico dell'occhio pigro.

Negli adulti, però, le cose cambiano. E' indubbiamente più complicato curare un disturbo simile in persone di età non più giovanissima, perché possono sopraggiungere altri tipi di complicazioni; l'unica vera soluzione resta comunque la chirurgia oculistica per riacquistare una vista ottimale, in modo da non avere ulteriori problemi come il conseguimento della patente di guida e la capacità di guidare.

L'articolo 119 del Codice della Strada indica, tra i requisiti per il conseguimento della patente di guida, la seguente dicitura:

Per il conseguimento o la conferma di validità della patente di guida per motoveicoli od autoveicoli delle categorie A e B occorre possedere un'acutezza visiva non inferiore ai dieci decimi complessivi con non meno di due decimi per l'occhio che vede di meno, raggiungibile con lenti sferiche positive o negative di qualsiasi valore diottrico, purché la differenza tra le due lenti non sia superiore a tre diottrie.

In caso di ambliopia si parla di conseguimento di patenti speciali, con un rinnovo ogni cinque anni invece che ogni dieci data la particolare situazione della vista da tenere monitorata costantemente se non risolta tramite chirurgia. Sarà necessario verificare l'effettiva capacità visiva dell'occhio pigro, anche se la legislazione è poco chiara su questo punto: gli ambliopi, pur avendo spesso buone diottrie nell'occhio pigro, sono considerati a tutti gli effetti dei monocoli e sottoposti appunto a regime legislativo speciale, come riportato dall'articolo 325 che si riferisce sempre al 119 del Codice della Strada:



  1. Possono conseguire o ottenere la conferma di validità o essere sottoposti alla revisione della patente speciale delle categorie A e B:

    1. i monocoli che abbiano nell'occhio superstite un'acutezza visiva non inferiore ad otto decimi raggiungibile anche con qualsiasi correzione di lenti;

    2. coloro che abbiano in un occhio un'acutezza visiva inferiore a un decimo non correggibile con lenti e nell'altro occhio un'acutezza visiva non inferiore a otto decimi raggiungibile anche con qualsiasi correzione di lenti;

    3. coloro che, pur non avendo un'acutezza visiva pari al minimo prescritto per la patente di guida delle categorie A e B, posseggono tuttavia un'acutezza visiva non inferiore a otto decimi complessivi con un minimo di un decimo nell'occhio che vede di meno, raggiungibile con lenti sferiche positive o negative di qualsiasi valore diottrico, purché la differenza di rifrazione fra le due lenti non sia superiore alle tre diottrie;

    4. coloro che raggiungono i minimi di visus prescritti dalle lettere a), b) e c) anche soltanto con l'adozione di lenti a contatto.





Via | Forum Salute

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