Menisco rotto: i sintomi, come capirlo e i tempi di recupero

Capita di frequente, soprattutto agli sportivi, di dover fare i conti con un menisco rotto. Quali sono i sintomi per riconoscere il problema e quanto tempo ci vuole per guarire.




Il menisco rotto non è un infortunio grave, ma sicuramente molto fastidioso. Ci vuole davvero poco, basta fare un salto avventato, una partita a pallone con una scivolata di troppo, mettersi gli sci ai piedi dopo un lungo stop e una muscolatura non certo molto allenata. Con il menisco lesionato si può condurre una vita normale, anche se spesso mancherà un po’ l’equilibrio e si dovrà fare i conti con dolore e un po’ di gonfiore locale.

Il sintomo principale è l’incapacità di distendere o flettere completamente il ginocchio. Si avrà la sensazione di avere una sorta di meccanismo inceppato. Ovviamente, ne consegue uno stato infiammatorio, che può causare ristagno di liquido e dolore. La zona potrebbe apparire calda e anche nei periodi in cui la fase non è acuta, potreste avvertire una sorta di scricchiolio.

Per la diagnosi bisogna ondare da un ortopedico, che probabilmente dalla visita capirà immediatamente il problema. Per avere una prova diagnostica, potrebbe esser prescritta la risonanza magnetica, che è l’unico esame che permette di vedere con chiarezza le lesioni di legamenti e menisco.

Come si cura? L’intervento più utilizzato è l’artroscopia. Oggi ci sono anche delle nuove tecniche, molto più raffinate che prevedono la meniscectomia selettiva (non la rimozione del menisco ma solo della parte lesionata) o la sutura del menisco. In linea di massima, il recupero dopo l’operazione è abbastanza rapido. Di solito il menisco si fa in day hospital e per riprendere completamente la mobilità ci vogliono circa 15 giorni.

Via | My Personal Trainer
Foto | Flickr

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